Niscemesi - Urban blog di Niscemi

cultura & societĂ , ambiente & verde pubblico, sviluppo & lavoro, Politica & bene pubblico ecc. ecc. ecc.

Urban Blog su Niscemi di Niscemi                                       Stemma del Comune di Niscemi                                                     Bandiera della Regione Siciliana  


sabato, 23 febbraio 2008

orgoglio siciliano

Vi propongo un video: é in siciliano e parla di noi.
 
Il testo é molto significativo se si va oltre... il testo...e  se lo si combina con le immagini....(folklore, feste, emigranti, valigie, treni, Falcone, Borsellino, Badalamenti, Bagarella, Peppino Impastato....)
 
...ri nui fanu chiddu chi vonu...u tempu tintu e u tempu bonu...e si quarcunu si vo' ribbillari, ri unu ri niatri u fanu 'mazzari....simmu i chiu megghi, simmu i chiu forti, contru ri nui nun ci po nenti...poi ristammu a taliare...calammu a testa senza sciatari...

buona visione

PS: Il riscatto di Niscemi passa anche dal riscatto della Sicilia.

postato da Primokind alle ore 20:54 | Permalink | commenti (15) / commenti (15) (pop-up)
categoria: sicilia, video


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sabato, 16 febbraio 2008

promozione di un percorso di riflessione per la definizione del Piano strategico del Comune di Niscemi

                        

 Lettera Aperta agli organi di governo del Comune di Niscemi


Alla cortese attenzione
del Sindaco del Comune di Niscemi - Avv. G. Di Martino
dei componenti della Giunta
dei consiglieri comunali
agli organi di stampa: sigg. G. Vaccaro - A. Drago - S. Federico
a tutti i lettori dell'Urban Blog "Niscemesi"

Gentilissimi,

Sottoponiamo alla Vostra attenzione la opportunita di dare inizio nella Nostra Citta ad un percorso di riflessione che conduca alla definizione di un Piano Strategico attraverso cui individuare i driver di sviluppo da seguire negli anni futuri al fine di orientare, in un orizzonte di medio-lungo periodo, le scelte dei policy maker, l'azione e i comportamenti degli attori istituzionali e non, pubblici e privati, in modo tale da instradarne l'impegno verso un comune sentiero di crescita e sviluppo. 

Nell'ottica di stimolare tale iniziativa, il movimento socio-culturale "Niscemesi", anche attraverso un apposito forum tematico fruibile sul sito www.niscemesi.splinder.com, Vi invita a partecipare proattivamente alla riflessione comune sottoponendo alla Vostra cortese attenzione il documento seguente.

                      Qual è il piano strategico di Niscemi? – Parte prima

“Nessun vento è favorevole per chi non conosce il porto”(Seneca)

Con l’auspicio che la nostra comune appartenenza all'Istituzione NISCEMI, possa divenire ed alimentare una costruttiva e positiva identità collettiva condivisa e, quindi, un patrimonio intellettuale e morale in crescita continua, lanciamo questa call generale per riflettere sul nostro futuro in maniera da orientare il nostro presente.

Consapevoli delle enormi difficoltà che ci tengono ostaggi di un presente molte volte non piacevole, riteniamo comunque di non poterci esimere dal rimboccarci le maniche poiché l’abbandono della cultura del fare, dell’agire per migliorarsi e per migliorare le condizioni di contesto, significherebbe NON dare voce all’enorme potenziale che ciascuno di noi porta con sé. Occorre soltanto un salto quantico, uno sforzo coraggioso ed orgoglioso che dobbiamo regalare a chi ci seguirà se vogliamo lasciare loro un paesino un po’ più piacevole.

Per tale motivo vogliamo lanciare una riflessione sulla opportunità che anche Niscemi si doti di un piano strategico al pari di quanto hanno già fatto Gela e Caltagirone !

Iniziamo tale percorso fornendo dei chiarimenti su cosa sia un Piano Strategico, a cosa serva e quali siano i principali passi da compiere per la sua realizzazione.

 

 

CHE COS'E' UN PIANO STRATEGICO

 

La pianificazione strategica rappresenta un processo attraverso il quale una comunità costruisce una visione condivisa sull'evoluzione del proprio territorio e identifica le azioni e gli interventi che ciascuno a seconda del proprio specifico ruolo si impegna a portare avanti ai fini di perseguire lo sviluppo locale. Il piano strategico può essere inteso come il disegno politico dello sviluppo, di medio-lungo periodo, che persegue la competitività eco-sostenibile del territorio coinvolgendo nel processo decisionale gli operatori privati e la società attraverso la promo-valorizzazione e il coordinamento di reti di alleanze, locali nazionali e transazionali, tra città e tra territori.

 

 

IL PIANO STRATEGICO - LE FASI DI LAVORO

 

1° Fase di diagnosi del territorio (Fase preliminare)

La fase preliminare si sostanzia nella ricostruzione di un quadro conoscitivo del territorio, nella individuazione degli stakeholders (soggetti interessati alla vitalità di Niscemi) da coinvolgere nel processo di concertazione del piano, nella predisposizione di un Programma operativo per la redazione del piano e nella individuazione delle procedure di comunicazione e di partecipazione al processo di piano. In questa fase occorre svolgere un'analisi orientata su due fronti: • da un lato un'analisi della documentazione esistente (studi, documenti di pianificazione e programmazione, analisi di settore, ecc.) riguardo alla situazione del territorio (esistente e programmata); • dall'altro l'analisi delle posizioni degli attori ed una ricognizione delle forme di partecipazione e concertazione tra soggetti diversi già attivate nel territorio in esame. L'attività di ricognizione e ricostruzione del quadro conoscitivo, al fine di essere massimamente efficace nei confronti delle fasi successive, deve essere supportata dalle opportune tecniche di analisi e di sintesi interpretativa. In questo contesto, tenendo conto della ricomposizione critica del quadro conoscitivo, al fine di giungere alla definizione della vision , mettere  a fuoco alcuni “ punti di attenzione ” che rappresentano una sintesi dei temi e problemi rilevanti (nel senso di maggiormente critici).

2° Fase di individuazione e concertazione delle linee strategiche  (Documento Intermedio di Piano).

Questa fase ha come obiettivo prioritario la definizione della vision che il territorio intende perseguire; viene delineata inoltre una prima articolazione in assi o linee strategiche ed in linee d'azione da percorrere nell'arco temporale scelto per colmare il gap tra l'assetto futuro desiderato (visione) e lo stato attuale. La vision rappresenta quindi lo STATO FINALE DESIDERATO del territorio, espressione della società locale che si prospetta e si proietta verso un futuro possibile. Dalla vision discendono una serie di macro-obiettivi che devono essere messi in opera per colmare il gap tra stato attuale e prospettiva futura. Ciascun macro obiettivo viene ricondotto ad assi o linee strategiche. Le linee strategiche rappresentano un livello di strutturazione mirato delle finalità che esplicitano la vision da perseguire, esse sono caratterizzate da maggiore operatività, anche se ancora limitate all'individuazione di linee d'azione e focalizzate su tematiche specifiche o settoriali, attorno alle quali è possibile aggregare interessi, attori e risorse utili per la loro attuazione In questa fase sono previsti incontri nella forma di focus group con attori del territorio. Ciò rappresenta una prima forma di coinvolgimento strutturato degli attori alla definizione del piano strategico che intendiamo promuovere attraverso la costituzione di un Forum Piano Strategico di Niscemiche intendiamo lanciare e portare avanti partendo da questo blog.

3) Fase di progettazione del Piano

L'obiettivo di questa fase consiste nel giungere alla redazione finale del PS in coerenza con le analisi svolte, la vision e le relative linee strategiche, nonché le integrazioni emerse dall'attività di coinvolgimento strutturato, approfondendo gli aspetti relativi alla fattibilità delle azioni e progetti prospettati, definendo un ordine di priorità e approntando un adeguato sistema di monitoraggio dell'attuazione del PS. In questa fase di attività viene redatto il Piano Strategico definitivo e il piano di Azione.

4) Fase di pubblicizzazione e promozione dei risultati

La redazione di un PS non può terminare con la consegna del documento definitivo, ma deve essere necessariamente orientata in un arco temporale più prolungato al fine di garantire un adeguato livello di pubblicizzazione e promozione del Piano stesso.

5) Fase di realizzazione e monitoraggio

E' la fase di attuazione del Piano strategico e segnatamente dei progetti da questo promossi. Inoltre in questa fase si avvia il sistema di monitoraggio dell'efficacia del piano attraverso una verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi in esso contemplati. In questa fase, inoltre, si analizzano gli eventuali scostamenti verificatisi rispetto a taluni obiettivi  programmati in maniera tale da orientare eventuali azioni correttive che si dovessero rendere necessarie.

Riflettere assieme per migliorare Niscemi

 Stampate e distribuite "il giornalino dei Niscemesi"

postato da miliardo alle ore 18:50 | Permalink | commenti (23) / commenti (23) (pop-up)
categoria: politica, lettere aperte, innovazione e sviluppo economico, idee per niscemi


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giovedì, 14 febbraio 2008

il primo semestre della Giunta di Niscemi

Da "La Sicilia"  del 13 Febbraio 2008» un articolo del giornalista Alberto Drago:
 
NISCEMI. Il sindaco illustra l’attività del primo semestre della Giunta. Ecco cosa abbiamo fatto» 

Sono tre, in particolar modo, le direttrici che hanno caratterizzato l'inizio dell'attività amministrativa della Giunta comunale di centro sinistra del sindaco Giovanni Di Martino, che sin da quando si è insediata a Palazzo di città, si è attivata in particolar modo «per riaffermare i valori della legalità, della cultura e dello sviluppo economico», come ieri ha rimarcato lo stesso primo cittadino.
Tematiche che, in ordine ai primi sei mesi di attività svolta dall'Amministrazione comunale, sono state relazionate ieri nel corso di una conferenza stampa presieduta dal sindaco Giovanni Di Martino ed a cui hanno partecipato gli assessori Roberto Salerno (vicesindaco), Salvatore Amato, Clara Panebianco, Gianluca Cutrona e Salvatore Avila.
«Il primo atto della Giunta comunale - ha detto il primo cittadino - è stato quello della riduzione dei costi della politica con la decurtazione delle nostre indennità del 20% che, sommato al 10% previsto dalla legge finanziaria, raggiunge il 30% ed abbiamo anche disposto la decurtazione di un terzo delle indennità spettanti al Nucleo di valutazione. Abbiamo risolto l'emergenza idrica in cui ci siamo imbattuti. L'acqua oggi viene erogata ai quartieri della città ogni due giorni e con Caltaqua che distribuisce una quantità d'acqua mai inferiore ai 55 litri al secondo, e che va sommata a quella proveniente dalle sorgenti di Polo e Mascione».
«Abbiamo inoltre approvato - ha aggiunto il sindaco Di Martino - il protocollo di legalità che viene attuato dal Comune nell'espletamento degli appalti pubblici, al fine di impedire eventuali infiltrazioni mafiose, organizzato l'Estate niscemese, promosso diversi appuntamenti culturali, il rilancio del mercato ortofrutticolo con la consegna ai concessionari di tutti i posteggi disponibili e stiamo lavorando per la commercializzazione dei nostri prodotti in ambito europeo».
Ed ancora: «Abbiamo creato momenti formativi per la cultura della legalità con “Un giorno in memoria”, un convegno sulla gestione dei beni confiscati alla mafia e la formazione ed informazione fra fiction e realtà. Abbiamo rinnovato l'adesione ad “Avviso pubblico” e ci sono in cantiere lavori per la riqualificazione di tutta l'area di frana ed il miglioramento della viabilità interna ed esterna e la sistemazione dei parchi gioco».
«Non speravamo - ha concluso il primo cittadino - in pochi mesi di riuscire a cambiare il volto della città, ma sono certo che con la collaborazione di tutti i cittadini e delle associazioni, che ci riusciremo e che i frutti del nostro impegno si vedranno presto».
«Per quanto riguarda il ricorso al Tar della Interlandi circa l'esito del ballottaggio - ha infine detto Di Martino - sono sereno, anche perché il Tribunale amministrativo regionale ha rinviato la decisione ad aprile per consentire alla mia avversaria di presentare le controdeduzioni».


Oggi a partire dalle 18  m’illumino di meno!

postato da Primokind alle ore 09:35 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: politica


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venerdì, 08 febbraio 2008

che ne pensate se ricicliamo la penna?

inceneritore

In queste ultime settimane tiene banco « l’emergenza » della monnezza campana, della probabilità che lo stesso dramma si verifichi in Sicilia e della « prospettiva » inceneritori nell’Isola come panacea di tutti i mali. Navigando sulla rete mi sono imbattuto su un blog gestito da un signore classe ’93 che da come scrive sembra molto piu maturo dei suoi 14 anni. Nel suo blog tratta spesso di argomenti che riguardano l’ambiente e la sua salvaguardia. E' un esempio lampante di come gli adolescenti di oggi abbiano una più marcata sensibilità rispetto alle generazioni precedenti verso l’inquinamento ambientale e i danni che esso può provocare al pianeta e alle persone. Riporto un suo post in cui si sofferma non senza ironia su un argomento di attualità....

"Oggi scriverò dei termovalorizzatori e della gestione dei rifiuti; innanzitutto vi chiarisco che li chiamerò sempre inceneritori; detto ciò vorrei partire con il principio di Lavoisier che dice: NULLA SI CREA, NULLA SI DISTRUGGE, E TUTTO SI TRASFORMA, infatti una penna, ad esempio, non nasce da un alberello, ma viene trasformata ; poi nell´inceneritore non viene eliminata, ma trasformata, in cosa? in fumo??? forse, più certamente in un carcinoma (tumore) questo perché? per capirlo proviamo a seguire il viaggio di una penna:

1 quando la penna è finita noi la buttiamo nel secchio dell´immondizia 2 poi viene raccolta e va nell´inceneritore 3 quindi viene bruciata a 630°C 4 ...ed emette diossina (che non è una bestemmia)...ma è comunque una brutta cosa dato che è cancerogena. 5 questa diossina andrà nell´aria, si condenserà nelle nuvole che piovendo la manderanno in mare, i plancton la assorbiranno, i pesci mangeranno i plancton e noi al ristorante pagheremo 50€ per mangiare la nostra penna!!!

se tutto terminasse così potrebbe andare anche bene, ma invece il viaggio continua nel nostro corpo:

la penna-pesce è diventata una particella piccolissima, che è miliardesimi di metri, cioè un capello è molto più grande della particella; quest´ultima può essere ingerita (se depositata sugli alimenti) o può essere inalata per via respiratoria; in quest´ultimo caso, essa entro 60 secondi andrà nel sangue, ed entro 60 minuti verrà "distribuita" per tutto il corpo, e in esso, si comporterà come un corpo estraneo; per capirci possiamo dire che questa particella è un po´ timida, quindi, in un luogo che non conosce, si crea una barriera difensiva che la circonda (tessuto di granulomazione) poi, essendo un po´ antipatica, si arrabbia, irritando anche la sua barriera, così facendo infiamma il tessuto. siccome questa particella conosce l´elisir di lunga vita non morirà mai (non è biodegradabile) e quindi rimarrà perennemente infiammata e potrebbe diventare un tumore (carcinoma).

Ora che conosciamo un po´ meglio le fabbriche di tumori (inceneritori) possiamo passare all´eventuale soluzione; premesso che: all´aumentare della richiesta, non deve necessariamente aumentare l´offerta, possiamo dire che oltre a condurre una raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema del porta a porta, si potrebbero eliminare circa il 50% dei rifiuti con il sistema dell´eliminazione dei prodotti usa e getta, con i detersivi, il latte, il vino, l´acqua alla spina. così elimineremmo la plastica, poi si potrebbero fare i contenitori in fibra di mais, e con meno rifiuti, con un 80% di riciclaggio dei rifiuti, con un 15-20% di trattamento a freddo potremmo ovviare al problema rifiuti.

Concludo con una frase di Einstein che dice: Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità degli uomini, sull'universo però ho ancora qualche dubbio."

postato da Primokind alle ore 19:41 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: politica, sicilia, ambiente e verde pubblico


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sabato, 02 febbraio 2008

La responsabilitĂ  dell'editore di Blog

booger-giudizio

I blogs sono un fenomeno importante dell’Internet odierno, il cosi detto WEB2.0. Molto più di una semplice tendenza, i blogs ed i tools che aiutano a pubblicarli stanno realizzando ciò che a lungo il web ha potuto lasciare prevedere e sperare: permettere facilmente a ciascuno di diventare produttore di contenuto su Internet, senza tuttavia essere un genio delle nuove tecnologie.

I blogs sono a volte presentati, a torto o a ragione, come “il futuro del giornalismo”: è certo che il potenziale dei blogs è importante, in particolare grazie alla moltiplicazione dei “bloggers” nel mondo e al carattere versatile di questi siti. Senza dubbio, c'è un cambiamento profondo nella produzione dell'informazione sul web.

Ma prima di parlare di responsabilità, cerchiamo di capire ciò che è un blog.

1. Definizione di blog

“Blog” (o “web-log”) è un sito web personale composto principalmente d’attualità, pubblicate periodicamente, che appaiono secondo un ordine anti-cronologico, più spesso arricchite di links esterni.

Certi blog sono molto vicini ai "giornali intimi", altri raccontano delle lunghe storie immaginarie. Esistono infine anche i blogs tematici dedicati ad argomenti precisi che alternano fatti e attualità raccolte sul web o nei circoli frequentati (vi fa pensare ad un blog in particolare?).

Generalmente, un blog permette di reagire al contenuto pubblicato, creando un forum permanente.

L'utilizzo di attrezzi dinamici facilmente accessibili ai neòfiti

booger-blogger

Per definizione e per essere attrattivo, un blog deve essere aggiornato spesso. Questa attività richiede un tool di pubblicazione dinamica che automatizzi la gestione del sito. Per fortuna, questi strumenti sono perfettamente adattati ai nuovi bloggers, cosa che spiega in parte il successo dei blogs.

Non è necessario essere un asso della programmazione per pubblicare un’informazione e vederla immediatamente messa a disposizione sul web:

·       si scrive il proprio testo in una zona ad hoc,

·       si preme sul bottone “pubblicare” e

·       l'articolo appare nel sito, con il giorno e l'ora della sua redazione ed il nome del suo autore.

I testi si piazzano automaticamente in ordine anti-cronologico: il più recente si fissa in cima della pagina, i più vecchi sono relegati negli archivi pur restando accessibili.

La libertà di tono:

migration_v

Per principio, il blog è un sito che rispecchia il suo autore che, secondo il suo umore, può completamente decidere del formato, tanto sulla forma (frequenza degli aggiornamenti, lunghezza dei testi, illustrazioni…) che sul fondo (attualità, news, prese di posizione…). D'altra parte, per non lasciare l'utente inattivo, i blogs permettono di commentare, criticare o completare i contenuti.

Ma, proprio sul contenuto, alcuni articoli possono essere offensivi o diffamatori ed è precisamente in questo caso che ci si pone la questione della responsabilità relativa alle opinioni espresse in questi siti.

2. Responsabilità e Blogs

La semplicità d'utilizzo dei blogs dà la possibilità a chiunque di aprire dibattiti accessibili a tutti gli internauti. In questo modo, pero’, il rischio d'abuso alla libertà d'espressione è moltiplicato, il web può fungere da cassa di risonanza che permette a voci di amplificarsi e (delle volte) arrecare pregiudizio.

La giurisprudenza dice: chiunque pubblica o ha creato un servizio nel quale un articolo può essere visualizzato, deve esercitare un controllo sul contenuto pubblicato. Egli potrà vedere la sua responsabilità impegnata sia a titolo d'autore, che di direttore di pubblicazione.

Bisogna specificare, comunque, che la responsabilità penale è sempre "personale", pertanto ognuno è responsabile personalmente di quanto scrive. Anche nel caso di blog collettivi, è il singolo autore a rispondere dei propri scritti, non la Web Community di cui fa parte.

Ciò vale anche per i commenti inseriti dai terzi, anche se elaborati in forma anonima, poiché la responsabilità penale è, appunto, personale e non può essere direttamente perseguito il proprietario di un blog per un commento inserito da un visitatore.

Il proprietario del blog sui cui il commento viene inserito sarà, caso mai, responsabile della negligenza di controllo ovvero per la mancata rimozione del commento.

Responsabilità per negligenza. Nel caso di post su blog collettivi o di commenti che ledono diritti o immagine e dignità di terzi, il proprietario del blog non è responsabile personalmente dello scritto/commento lesivo, come dicevamo nel precedente paragrafo, ma può essere giudicato per il mancato controllo (negligenza) e/o la mancata rimozione di tale testo.

Diversi esempi, il più noto riguarda Wikipedia, mostrano come sia difficile dimostrare un caso di negligenza. Infatti si è obbligati a ritirare il contenuto da un blog se quest'ultimo apparisse “ovviamente” illecito. Ma non è “ovvio”, anche per un magistrato, qualificare un danno alla privacy oppure una diffamazione. In pratica, solo il contenuto apertamente pedo-pornografico denunciato ad un sito può essere considerato come ovviamente illecito e costringere il blog a ritirarlo.

E’ chiaro che con il prosperare del web2.0, cioè blogs, siti di condivisione video o enciclopedie collaborative, dove il contenuto è essenzialmente alimentato dai loro utenti, abbiamo bisogno di un nuovo regime giuridico di responsabilità. Nell’attesa, le vittime di danni ai loro diritti non sono tuttavia private di giustizia poiché possono agire direttamente contro gli autori delle opinioni controverse dei quali il sito deve normalmente avere i dati d'identificazione. La Polizia Postale è infatti in grado di risalire al mittente per il tramite di (complesse) indagini.

postato da toto00 alle ore 20:08 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
categoria: cultura e societĂ , innovazione e sviluppo economico


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