Vi propongo un video: é in siciliano e parla di noi.
Il testo é molto significativo se si va oltre... il testo...e se lo si combina con le immagini....(folklore, feste, emigranti, valigie, treni, Falcone, Borsellino, Badalamenti, Bagarella, Peppino Impastato....)
...ri nui fanu chiddu chi vonu...u tempu tintu e u tempu bonu...e si quarcunu si vo' ribbillari, ri unu ri niatri u fanu 'mazzari....simmu i chiu megghi, simmu i chiu forti, contru ri nui nun ci po nenti...poi ristammu a taliare...calammu a testa senza sciatari...
buona visione
PS: Il riscatto di Niscemi passa anche dal riscatto della Sicilia.
del Sindaco del Comune di Niscemi - Avv. G. Di Martino
dei componenti della Giunta
dei consiglieri comunali
agli organi di stampa: sigg. G. Vaccaro - A. Drago - S. Federico
a tutti i lettori dell'Urban Blog "Niscemesi"
Gentilissimi,
Sottoponiamo alla Vostra attenzione la opportunita di dare inizio nella Nostra Citta ad un percorso di riflessione che conduca alla definizione di un Piano Strategico attraverso cui individuare i driver di sviluppo da seguire negli anni futuri al fine di orientare, in un orizzonte di medio-lungo periodo, le scelte dei policy maker, l'azione e i comportamenti degli attori istituzionali e non, pubblici e privati, in modo tale da instradarne l'impegno verso un comune sentiero di crescita e sviluppo.
Nell'ottica di stimolare tale iniziativa, il movimento socio-culturale "Niscemesi", anche attraverso un apposito forum tematico fruibile sul sito www.niscemesi.splinder.com, Vi invita a partecipare proattivamente alla riflessione comune sottoponendo alla Vostra cortese attenzione il documento seguente.
“Nessun vento è favorevole per chi non conosce il porto”(Seneca)
Con l’auspicio che la nostra comune appartenenza all'Istituzione NISCEMI, possa divenire ed alimentare una costruttiva e positiva identità collettiva condivisa e, quindi, un patrimonio intellettuale e morale in crescita continua, lanciamo questa call generale per riflettere sul nostro futuro in maniera da orientare il nostro presente.
Consapevoli delle enormi difficoltà che ci tengono ostaggi di un presente molte volte non piacevole, riteniamo comunque di non poterci esimere dal rimboccarci le maniche poiché l’abbandono della cultura del fare, dell’agire per migliorarsi e per migliorare le condizioni di contesto, significherebbe NON dare voce all’enorme potenziale che ciascuno di noi porta con sé. Occorre soltanto un salto quantico, uno sforzo coraggioso ed orgoglioso che dobbiamo regalare a chi ci seguirà se vogliamo lasciare loro un paesino un po’ più piacevole.
Per tale motivo vogliamo lanciare una riflessione sulla opportunità che anche Niscemi si doti di un piano strategico al pari di quanto hanno già fatto Gela e Caltagirone !
Iniziamo tale percorso fornendo dei chiarimenti su cosa sia un Piano Strategico, a cosa serva e quali siano i principali passi da compiere per la sua realizzazione.
CHE COS'E' UN PIANO STRATEGICO
La pianificazione strategica rappresenta un processo attraverso il quale una comunità costruisce una visione condivisa sull'evoluzione del proprio territorio e identifica le azioni e gli interventi che ciascuno a seconda del proprio specifico ruolo si impegna a portare avanti ai fini di perseguire lo sviluppo locale. Il piano strategico può essere inteso come il disegno politico dello sviluppo, di medio-lungo periodo, che persegue la competitività eco-sostenibile del territorio coinvolgendo nel processo decisionale gli operatori privati e la società attraverso la promo-valorizzazione e il coordinamento di reti di alleanze, locali nazionali e transazionali, tra città e tra territori.
1° Fase di diagnosi del territorio (Fase preliminare)
2° Fase di individuazione e concertazione delle linee strategiche (Documento Intermedio di Piano).
Questa fase ha come obiettivo prioritario la definizione della vision che il territorio intende perseguire; viene delineata inoltre una prima articolazione in assi o linee strategiche ed in linee d'azione da percorrere nell'arco temporale scelto per colmare il gap tra l'assetto futuro desiderato (visione) e lo stato attuale. La vision rappresenta quindi lo “STATO FINALE DESIDERATO” del territorio, espressione della società locale che si prospetta e si proietta verso un futuro possibile. Dalla vision discendono una serie di macro-obiettivi che devono essere messi in opera per colmare il gap tra stato attuale e prospettiva futura. Ciascun macro obiettivo viene ricondotto ad assi o linee strategiche. Le linee strategiche rappresentano un livello di strutturazione mirato delle finalità che esplicitano la vision da perseguire, esse sono caratterizzate da maggiore operatività, anche se ancora limitate all'individuazione di linee d'azione e focalizzate su tematiche specifiche o settoriali, attorno alle quali è possibile aggregare interessi, attori e risorse utili per la loro attuazione In questa fase sono previsti incontri nella forma di focus group con attori del territorio. Ciò rappresenta una prima forma di coinvolgimento strutturato degli attori alla definizione del piano strategico che intendiamo promuovere attraverso la costituzione di un “Forum Piano Strategico di Niscemi” che intendiamo lanciare e portare avanti partendo da questo blog.
3) Fase di progettazione del Piano
L'obiettivo di questa fase consiste nel giungere alla redazione finale del PS in coerenza con le analisi svolte, la vision e le relative linee strategiche, nonché le integrazioni emerse dall'attività di coinvolgimento strutturato, approfondendo gli aspetti relativi alla fattibilità delle azioni e progetti prospettati, definendo un ordine di priorità e approntando un adeguato sistema di monitoraggio dell'attuazione del PS. In questa fase di attività viene redatto il Piano Strategico definitivo e il piano di Azione.
4) Fase di pubblicizzazione e promozione dei risultati
La redazione di un PS non può terminare con la consegna del documento definitivo, ma deve essere necessariamente orientata in un arco temporale più prolungato al fine di garantire un adeguato livello di pubblicizzazione e promozione del Piano stesso.
5) Fase di realizzazione e monitoraggio
E' la fase di attuazione del Piano strategico e segnatamente dei progetti da questo promossi. Inoltre in questa fase si avvia il sistema di monitoraggio dell'efficacia del piano attraverso una verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi in esso contemplati. In questa fase, inoltre, si analizzano gli eventuali scostamenti verificatisi rispetto a taluni obiettivi programmati in maniera tale da orientare eventuali azioni correttive che si dovessero rendere necessarie.
I blogs sono un fenomeno importante dell’Internet odierno, il cosi detto WEB2.0. Molto più di una semplice tendenza, i blogs ed i tools che aiutano a pubblicarli stanno realizzando ciò che a lungo il web ha potuto lasciare prevedere e sperare: permettere facilmente a ciascuno di diventare produttore di contenuto su Internet, senza tuttavia essere un genio delle nuove tecnologie.
I blogs sono a volte presentati, a torto o a ragione, come “il futuro del giornalismo”: è certo che il potenziale dei blogs è importante, in particolare grazie alla moltiplicazione dei “bloggers” nel mondo e al carattere versatile di questi siti. Senza dubbio, c'è un cambiamento profondo nella produzione dell'informazione sul web.
Ma prima di parlare di responsabilità, cerchiamo di capire ciò che è un blog.
“Blog” (o “web-log”) è un sito web personale composto principalmente d’attualità, pubblicate periodicamente, che appaiono secondo un ordine anti-cronologico, più spesso arricchite di links esterni.
Certi blog sono molto vicini ai "giornali intimi", altri raccontano delle lunghe storie immaginarie. Esistono infine anche i blogs tematici dedicati ad argomenti precisi che alternano fatti e attualità raccolte sul web o nei circoli frequentati (vi fa pensare ad un blog in particolare?).
Generalmente, un blog permette di reagire al contenuto pubblicato, creando un forum permanente.
Per definizione e per essere attrattivo, un blog deve essere aggiornato spesso. Questa attività richiede un tool di pubblicazione dinamica che automatizzi la gestione del sito. Per fortuna, questi strumenti sono perfettamente adattati ai nuovi bloggers, cosa che spiega in parte il successo dei blogs.
Non è necessario essere un asso della programmazione per pubblicare un’informazione e vederla immediatamente messa a disposizione sul web:
· si scrive il proprio testo in una zona ad hoc,
· si preme sul bottone “pubblicare” e
· l'articolo appare nel sito, con il giorno e l'ora della sua redazione ed il nome del suo autore.
I testi si piazzano automaticamente in ordine anti-cronologico: il più recente si fissa in cima della pagina, i più vecchi sono relegati negli archivi pur restando accessibili.
Per principio, il blog è un sito che rispecchia il suo autore che, secondo il suo umore, può completamente decidere del formato, tanto sulla forma (frequenza degli aggiornamenti, lunghezza dei testi, illustrazioni…) che sul fondo (attualità, news, prese di posizione…). D'altra parte, per non lasciare l'utente inattivo, i blogs permettono di commentare, criticare o completare i contenuti.
Ma, proprio sul contenuto, alcuni articoli possono essere offensivi o diffamatori ed è precisamente in questo caso che ci si pone la questione della responsabilità relativa alle opinioni espresse in questi siti.
La semplicità d'utilizzo dei blogs dà la possibilità a chiunque di aprire dibattiti accessibili a tutti gli internauti. In questo modo, pero’, il rischio d'abuso alla libertà d'espressione è moltiplicato, il web può fungere da cassa di risonanza che permette a voci di amplificarsi e (delle volte) arrecare pregiudizio.
La giurisprudenza dice: chiunque pubblica o ha creato un servizio nel quale un articolo può essere visualizzato, deve esercitare un controllo sul contenuto pubblicato. Egli potrà vedere la sua responsabilità impegnata sia a titolo d'autore, che di direttore di pubblicazione.
Bisogna specificare, comunque, che la responsabilità penale è sempre "personale", pertanto ognuno è responsabile personalmente di quanto scrive. Anche nel caso di blog collettivi, è il singolo autore a rispondere dei propri scritti, non
Ciò vale anche per i commenti inseriti dai terzi, anche se elaborati in forma anonima, poiché la responsabilità penale è, appunto, personale e non può essere direttamente perseguito il proprietario di un blog per un commento inserito da un visitatore.
Il proprietario del blog sui cui il commento viene inserito sarà, caso mai, responsabile della negligenza di controllo ovvero per la mancata rimozione del commento.
Responsabilità per negligenza. Nel caso di post su blog collettivi o di commenti che ledono diritti o immagine e dignità di terzi, il proprietario del blog non è responsabile personalmente dello scritto/commento lesivo, come dicevamo nel precedente paragrafo, ma può essere giudicato per il mancato controllo (negligenza) e/o la mancata rimozione di tale testo.
Diversi esempi, il più noto riguarda Wikipedia, mostrano come sia difficile dimostrare un caso di negligenza. Infatti si è obbligati a ritirare il contenuto da un blog se quest'ultimo apparisse “ovviamente” illecito. Ma non è “ovvio”, anche per un magistrato, qualificare un danno alla privacy oppure una diffamazione. In pratica, solo il contenuto apertamente pedo-pornografico denunciato ad un sito può essere considerato come ovviamente illecito e costringere il blog a ritirarlo.
E’ chiaro che con il prosperare del web2.0, cioè blogs, siti di condivisione video o enciclopedie collaborative, dove il contenuto è essenzialmente alimentato dai loro utenti, abbiamo bisogno di un nuovo regime giuridico di responsabilità. Nell’attesa, le vittime di danni ai loro diritti non sono tuttavia private di giustizia poiché possono agire direttamente contro gli autori delle opinioni controverse dei quali il sito deve normalmente avere i dati d'identificazione.