Da un’articolo apparso sul “La Sicilia” giorno 8 settembre 2007, apprendo con piacere che il Centro di Promozione culturale “Mario Gori”, di cui è presidente il medico Carmelo Trainito, ha inviato una lettera al sindaco Giovanni Di Martino, al presidente del Consiglio Enzo Paradisi e a tutti i consiglieri comunali, in cui propone una serie di interventi relativi all’arredo urbano della città.
ve li riproponiamo tutti:
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la collocazione di una statua in bronzo ad altezza naturale del poeta Mario Gori, nell'aiuola antistante l'incrocio tra la via Samperi ed il viale Mario Gori;
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il trasferimento e collocazione della statua della donna con le braccia mozzate dedicata alle vittime di mafia in piazza Cutruneo-Montalto;
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la realizzazione in piazza Mascione di una rotatoria permanente e con al centro una fontana con all'interno due poderose mani che sostengono un carciofo innaffiato da schizzi d'acqua;
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la sistemazione del tratto alto della via Marconi, con la collocazione di ringhiere in ferro nei marciapiedi rialzati.
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la realizzazione in largo Sante Croci di un monumento in bronzo ai caduti di tutte le guerre, raffigurante un angelo con le ali spiegate su dei manufatti in pietra a tre livelli con scritti i nomi dei cittadini niscemesi caduti per la pace e la libertà della Patria;
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la collocazione della statua dell'emigrante, progetto realizzato dal Rotary club, nella zona alta di via Marconi , ovvero all'altezza della via Amendola e con la modifica dell'attuale spartitraffico in piccola piazzetta-rotatoria dove collocare al centro il monumento attorniato dalle bandiere delle nazioni che hanno ospitato gli emigranti niscemesi;
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la sistemazione dell'incrocio che dalla Sp.11 per Vittoria (altezza cappilluzza) conduce verso il mercato ortofrutticolo con la realizzazione di un muro di contenimento in pietra che insiste sull'incrocio e con la scritta "Benvenuti a Niscemi città del carciofo";
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la realizzazione nello spazio sovrastante di un Belvedere con ingresso laterale e di una piazza con al centro un monumento dedicato alla civiltà contadina;
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il recupero e la sistemazione dell'abbeveratoio della Madonna del Bosco con annessa strada e spazio antistante, dove ricavare una piazzetta pavimentata in pietra e consona alla sacralità del luogo;
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il recupero e la sistemazione dell'antico abbeveratoio del canale,
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la risistemazione delle aree verdi della città e dei relativi parchi giochi.
Non so cosa ne pensate. Per quanto mi riguarda, senza voler entrare nel merito delle singole proposte, penso che opere ed interventi di questo tipo, non solamente arricchirebbero il patrimonio architetturale del nostro paese e abbellirebbero molte zone rendendole più vivibili e piacevoli da vedere, ma, vorrei sottolineare, hanno soprattutto una forte valenza simbolica poiché ci parlano della nostra storia e del nostro passato, dei nostri padri, delle nostre radici, ci ricordano chi siamo e da dove veniamo. Idealmente ci proiettano nel futuro perché rappresenterebbero una pietra miliare, tali da essere considerati punti di riferimento e di svolta di un processo culturale, sociale, storico e individuale, su cui fondare il “rinascimento niscemese” che aspettiamo da decenni.
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