
Pubblico di seguito una mia sintesi della lettera dal titolo "La cultura territoriale", che rientra nelle attività dell'Ambrosetti Club. Sebbene priva di riferimenti immediatamente riconducibili a Niscemi o ai Niscemesi, ritengo che il contenuto della Lettera costituisca un utile spunto di riflessione per comprendere i processi culturali alla base dei progetti di cambiamento.
I Progetti di cambiamento
In Italia, le esigenze di cambiamento sono evidenti, importanti ed urgenti...
Il problema é che "nulla cambia finchè non si incide su ciò che la gente pensa e su come la gente si comporta”.
Quindi la sfida é di carattere culturale perché i comportamenti sono frutto della cultura e della mentalità delle persone e delle caratteristiche del contesto in cui operano.
Ma cos'è la "cultura"?
La cultura é tutto ciò che determina i comportamenti individuali, vale a dire un insieme di identità, valori, conoscenze disponibili e competenze possedute, a livello generale ed a livello individuale.
Anomalie culturali esistenti
Allora, affinché si possa avviare un processo di riorientamento culturale propedeutico al cambiamento che desideriamo tutti, occorre risolvere alcune anomalie culturali, quali:
lo scarso rigore etico e la diffusa carenza di educazione civica (diffusi privilegi, clientelismi, complicità, opportunismi e, talora, corruzione);
le incoerenze nella scala delle priorità (In Italia per esempio c’é maggiore disponibilità ad investire grosse cifre per giocatori di calcio piuttosto che per attrarre premi Nobel o costruire scuole di eccellenza;)
il grave squilibrio tra diritti e doveri a svantaggio di questi ultimi;
il maggior accento sulle chiacchiere e le intenzioni trascurando i fatti e i risultati;
la tendenza a giudicare le responsabilità altrui anzichè a rendere conto del proprio operato.
Cosa si puo fare allora?
Alla luce di tali anomalie diventa necessario promuovere alcuni aspetti culturali prioritari, tra i quali:
la Cultura della competizione (vs.realtà illusoria):il mondo è sempre più complesso e competitivo; se i giovani non vengono educati alla competizione sin dai primi anni si trovano impreparati ad affrontare le sfide della vita;
la Cultura della meritocrazia (vs. garantismo): consentire di premiare i giovani più capaci competenti e meritevoli, indipendentemente dalle loro condizioni economiche e sociali di partenza;
la Cultura della prospettiva internazionale (vs. provincialismo): oramai le distanze spaziali proteggono sempre meno, le minacce e le opportunità sono ovunque.
la Cultura strategica (vs. vivere alla giornata); occorre avere una visione del futuro che deve tradursi in obiettivi concreti;
la Cultura pro-business senza operatori capaci e adeguatamente tutelati non si generano risorse e quindi valore nemmeno per soddisfare le esigenze sociali più fondamentali, quali la solidarietà;
la Cultura dell'innovazione continua (vs. immobilismo, difesa del passato): l'innovazione, che costituisce cultura, è una necessità irrinunciabile per lo sviluppo;
la Cultura dell'autoresponsabilizzazione/lavoro come professione (vs. lavoro come "punizione”). Per chi concepisce il proprio lavoro come una professione, come un fattore fondamentale di autorealizzazione, il desiderio/bisogno di aggiornamento sistematico è ritenuto necessario;
la Cultura del gioco di squadra, della coesione, del senso del Paese (vs. individualismo): Non c'è reale coesione senza un comune denominatore di valori e di principi che sono nell'interesse di tutti;
la Cultura dei doveri e dei diritti fiscali (vs. sudditanza): in molti paesi, evadere le tasse crea lo stesso disagio profondo di rubare. E' una cultura diffusa, che permea profondamente la società in tali Paesi, perchè al dovere di contribuire corrisponde il diritto per il cittadino contribuente di ottenere in cambio servizi di qualità adeguata.
Chi puo promuovere questi aspetti culturali
Un ruolo fondamentale nella promozione di tali aspetti culturali spetta sicuramente ai seguenti soggetti:
la scuola che deve assicurare, incisivi programmi di educazione civica e di sensibilizzazione/promozione degli aspetti che oggi caratterizzano una cultura territoriale vincente;
i mass media, essi hanno il dovere di tutelare i valori fondamentali, indipendentemente dalle ideologie politiche e dalle libere opinioni di ciascuno;
i responsabili pubblici, i quali dovrebbero sempre dare il buon esempio;
ciascun di noi che abbiamo a cuore non solo le sorti del Paese, ma anche la realtà della vita propria, della propria famiglia, delle nuove generazioni.
Suggerimenti finali
Questi soggetti dovrebbero inoltre impegnarsi a porre in essere azioni in grado di “fertilizzare il terreno” del cambiamento. Per esempio, in concreto dovrebbero promuovere e assicurare che la gente aquisisca la consapevolezza che l’aggiornamento permanente, l’alfabetizzazione tecnologica, la lingua inglese, (nella quale si origina una parte significativa delle nuove conoscenze),la conoscenza profonda della realtà attuale e degli aspetti fondamentali di una valida strategia competitva del Paese possono rappresentare un reale vantaggio e fare la differenza.