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mercoledì, 02 aprile 2008

Riserva e Preriserva della Sughereta: c'é ancora tempo per presentare osservazioni

La Riserva Naturale Orientatata "Sughereta di Niscemi"- Mappa

L’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente (ARTA) ha trasmesso in data 28 febbraio 2008 all’Amministrazione comunale gli elaborati in scala 1:10000 della riperimetrazione dei confini e della zonizzazione della riserva e preriserva per la R.N.O. “ Sughereta di Niscemi ” affinché quanti interessati possano presentare osservazioni.
 
Rispetto alla perimetrazione prevista dal D.A. 475 del 1997, (Zona A-Riserva: Ha 1179,36; Zona B-Pre-riserva: Ha 1760,01; Totale: Ha 2.939,37), l’estensione della Riserva non si è modificata di molto, anche se va puntualizzato che alcune aree sono uscite dal perimetro e quindi non più assoggettate a nessun regime vincolistico, altre zone vi sono entrate, mentre alcune fasce di terra che prima ricadevano nella “zona A” sono passate in “zona B” ed altre che prima ricadevano nella “zona B” sono passate in “zona A”.

Ecco alcune osservazioni che é possibile muovere a questa nuova riperimetrazione. Osservazioni che erano valide anche per la perimetrazione e zonizzazione stabilita nel Decreto precedente:
 
Innanzitutto, occorre ricordare che già nel 2001, a 4 anni di distanza dall’istituzione della Riserva, Il Consiglio Comunale di Niscemi (all’epoca della giunta Parrimuto) presentò all’ARTA un piano dettagliato di riperimetrazione della riserva che sostanzialmente individuava la “zona A” nell’area in cui insistono i boschi e individuava un’area di rispetto “Zona B” intorno a queste fasce boschive per un totale di non più di 1500 ettari di territorio. Perché l’ARTA non ha minimamente tenuto conto delle osservazioni del Consiglio Comunale allorché sì è provveduto a questa nuova riperimetrazione?
 
La riserva, estendendosi su una superficie di 3 mila ettari, costituisce più del 30% del territorio di Niscemi essendo lo stesso di soli 9 000 ettari. Se si aggiunge la parte di territorio che ricade nella Zona di Protezione Speciale (ZPS) del Biviere di Gela questa percentuale è abbondantemente superata. Ci sembra troppo per una cittadina che fonda la sua economia sull’agricoltura.  Se da un lato si é guardato all’interesse nazionale e regionale al fine di tutelare il più importante relitto di sughereta-lecceta esistente nella Sicilia centrale, non si è probabilmente tenuto conto del danno economico che l’istituzione della riserva su un area cosi vasta avrebbe e potrebbe arrecare all’economia di Niscemi.
Aggiungiamo che se vi è una logica nello stabilire che non è possibile sottoporre a questo tipo di regime vincolato più del 30% del territorio di una provincia, occorrerebbe spiegare su quale logica sia possibile allora vincolare più del 30% del territorio di un Comune.
 
L’ultima osservazione riguarda l’origine e la storia di questo lembo di terra. Un tempo (secoli fa) in queste contrade vegetava rigogliosa la più grande sughereta della Sicilia centrale. Purtroppo nel corso degli anni, lo sfruttamento incontrollato, gli incendi dolosi, i disboscamenti senza criterio e il pascolo abusivo hanno ridotto notevolmente l’area boschiva. Ma oggi occorre prendere atto che i boschi del comune di Niscemi hanno una superficie valutabile intorno ai 700-800 ettari. Allora perché estendere la riserva su di una superficie di 3 mila ettari includendovi larghi appezzamenti di terra di proprietà privata coltivate ormai da diversi decenni a oliveti, mandorleti, vigneti dagli agricoltori Niscemesi istaurando un regime di vincoli e divieti che limitano, di fatto, il diritto di proprietà?
  
Se siete proprietari di terre che ricadono nel nuovo perimetro della riserva (visionabile presso il comune), potete rivolgervi all’avv. Ennio Adamo che ha messo a disposizione gratuitamente un modello di ricorso da presentare all’Assessorato Regionale Ambiente e Territorio entro il 7 Aprile 2008.
postato da Primokind alle ore 18:11 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: politica, sicilia, ambiente e verde pubblico, fai notizia


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Commenti
#1   03 Aprile 2008 - 16:56
 
Io sono un amante dei nostri boschi, ma la riserva non deve essere un vincolo per lo sviluppo economico del nostro territorio e della nostra economia, allora penso che sia giusta e vada fatta la riperimetrazione della riserva naturale.
PERO’ a Niscemi non dobbiamo essere “sempliciotti” ed “ingenui”. La mia idea, che lancio all’amministrazione comunale, è questa:
Qualunque attività che vada a sorgere nei luoghi che vengono liberati dai vincoli naturalistici dovrebbero pagare al Comune (che poi dovrebbe destinarli stabilmente a progetti naturalistici per migliorare la riserva) degli oneri aggiuntivi, una sorta di royalities, una specie di ICI maggiorata, che ripaghi il territorio a favore della riserva.
Senza dubbio, limitare con vincoli naturalistici zone troppo ampie del nostro territorio, frena la nascita o lo sviluppo di ogni attività economica. Se, invece, si fa pagare qualcosa a chi vuole realizzare dei progetti in prossimità della riserva per lo sfruttamento economico di quei territori liberati dal vincolo naturalistico, si tratterebbe semplicemente di costi che chiunque sarebbe disposto a pagare se da queste somme si migliora tutto il territorio e anzi se ne potrebbe trarre anche dei benefici dalla valorizzazione della zona.
Allora piuttosto che fare le solite battaglie a priori su posizioni pre-costituite, ragioniamo insieme su come usare al meglio le nostre ricchezze, perché i nostri boschi sono davvero una ricchezza!
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#2   03 Aprile 2008 - 19:02
 
Quali sarebbero i vicoli imposti ad una area o ad una proprietà nel perimetro della pre-riserva?

Non capisco la contrarietà o il ribrezzo ad avere labellizzato il proprio terreno facente parte di una riserva. Io vedo solo dei lati positivi.
Forse non considero i controlli più rigidi che ci sarebbero per lottare l'abusivismo, è questo il problema?
Forse sarebbero imposte delle coltivazioni biologiche oppure l'interdizione alla caccia...

Io credo che l’istituzione della riserva rappresenterebbe un riconoscimento delle peculiarità ambientali e naturalistiche della nostra zona e tutelerebbe la struttura geomorfologica e gli elementi connotativi del paesaggio agrario attuale, aumentandone il valore.
A mio parere sbaglia chi vuol vedere il progetto di questa grande Riserva come contrapposto o conflittuale con le esigenze di sviluppo di Niscemi. Sbaglia chi ancora non vuol vedere che grazie alla Riserva si potrebbe considerare uno sviluppo duraturo legato ad un territorio ed attività tradizionali (a parte ogni considerazione naturalistica).

Insomma, non vedo i lati negativi vi prego di scusare la mia ignoranza.
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#3   04 Aprile 2008 - 11:52
 
come sempre occorre trovare il giusto equilibrio fra i vari portatori di interessi.

Vada per la protezione,la tutela e la valorizzazione della macchia mediterranea facente parte del demanio che giustamente é riserva.

per quanto riguarda la preriserva che é di proprietà privata e su cui non vi é traccia (salvo rare eccezioni) di macchia mediterranea occorre fare dei distinguo.
Si potrebbe per esempio espropriare i terreni incolti e di fatto abbandonati, pagandoli ragionevolmente in modo da poterli inserire nel perimetro della riserva valorizzandoli ancora meglio di quanto si sta facendo.

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#4   04 Aprile 2008 - 14:54
 
Mi confermate se il sig. Cuffaro Salvatore ha una proprietà all'interno del territorio della sughereta? Sapete dirmi come la utilizza o come vorrebbe utilizzarla?
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#5   06 Aprile 2008 - 11:05
 
Speriamo che non sia vero che il sig cuffaro abbia messo mano nella riserva del nostro territorio di Niscemi.Aspettiamo una smentita da parte di qualcuno competente.La nostra riserva e un bene che non tutti possegono e i,niscemesi ne dovrebbero essere consapevole,di poterla sfruttare di piü proprio per la loro salute.Io penso che dovrebbe nascere una festa in questo angolo di paradiso che non tutti sono consapevoli, dunque si dovrebbe valorizzare dandoci il suo valore inestimabbile.Niscemi dovrebbe trovare il modo di poterci vivere piü intensamente anche per la salute di noi tutti partecipando a delle sedute mattuttine a laria aperta convogliare tutti i Niscemesi a partecipare. Difentiamo il nostro territorio quello che ci aspetta nel senso civile come sempre.Un caro saluto a tutti voi da lugano Giö
utente anonimo

#6   06 Aprile 2008 - 14:32
 
Dalla prima parte di un'articolo (peraltro a mio avviso parecchio fazioso) su l'Espresso scopriamo che è una società quotata in borsa che vi sta investendo fortemente:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/In-cantina-ce-Cuffaro/2010827&ref=hpsp
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#7   06 Aprile 2008 - 16:34
 
Ragazzi leggete quell'articolo e... meditate gente... meditate.

IMPORTANTISSIMO
utente anonimo

#8   07 Aprile 2008 - 11:04
 
scusate la domanda, ma se per i terreni che cadono all'interno della riserva e sono già costruiti, ci saranno problemi?
utente anonimo

#9   21 Luglio 2008 - 01:01
 
non so come sia finita la storia della sughereta....ma posso solo suggerirvi che al tempo dell'articolo de "L'Espresso" ...gli interessi a non fare la riperimetrazione avevano come grandi sostenitori alcuni esponenti forti del 'professionismo' niscemese....i vostri stessi compaesani non volevano che le cose cambiassero. la storia della cantina di Cuffaro è solo uno specchietto per le allodole, guardatevi dentro casa....
utente anonimo

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