
di Piero Dr Ragusa
L’allargamento e l’estensione del territorio comunale di Niscemi è un necessità che da sempre è stata sentita come un problema da risolvere.
Fin dalla seconda metà dell’ottocento gli amministratori dell’epoca la sentivano come esigenza fondamentale, non solo per motivi economici e fiscali ma anche burocratici.
Il nostro territorio comunale è ristretto rispetto alla attuale popolazione, ed occupa un territorio di gran lunga minore rispetto a comuni molto meno popolati.
Inoltre le contrade che dovrebbero essere oggetto di accorpamento al Comune di Niscemi, sono molto più vicine a Niscemi che non agli attuali comuni di appartenenza, e i proprietari di questi territori sono per la maggior parte Niscemesi.
Pertanto sarebbe necessario iniziare una politica che salvaguardi l’interesse dei produttori agricoli Niscemesi,iniziando a verificare la fattibilità dell’ allargamento ed estensione del territorio di Niscemi inglobando contrade oggi appartenenti ad altri comuni quali: Poggiodiano, Camera, Giaudone, Canalotti, Scomunicata, Cicco di Pietro,ecc.
Risulta superfluo elencare quali possono essere i vantaggi economici che si possono avere per il nostro territorio da una simile situazione,vista la ristrettezza attuale del territorio Niscemese e le difficoltà che si hanno nell’ individuare zone produttive o di espansione di qualsiasi genere.
Inoltre con la sempre maggior importanza che le municipalità assumono in termini di autonomia fiscale si avrebbe un aumento di entrate tributarie,basti pensare all I.C.I., ed una maggiore facilità burocratica nella risoluzione di problemi riguardanti tali territori.