Niscemesi - Urban blog di Niscemi

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mercoledì, 17 dicembre 2008

La stazione MUOS di Niscemi

dal giornale "La Sicilia" del 17 Dicembre 2008
di Giuseppe Vaccaro
Niscemi, città ad alto rischio salute e nessuno si muove con forza per renderla vivibile. I circa trentamila niscemesi sono a rischio tumori o malformazioni varie a causa dei fumi (uso Pet- Cok) provenienti dall'Eni di Gela, ma sono a rischio anche "radiazioni elettromagnetiche emesse da installazioni trasmittenti per le telecomunicazioni".
A Niscemi, contrada Ulmo, sta sorgendo il sistema Muos, a solo 2-3 chilometri dal centro abitato, mentre nell'Usa sono ubicate nelle zone deserte. Per questo è nato a Niscemi il "Comitato per la verità e la giustizia sociale- Uniti per Niscemi", di cui uno dei promotori è Giovanni Panebianco, già consigliere comunale. Il comitato, per richiamarle alle loro eventuali responsabilità, vuole "conoscere le autorità competenti che hanno rilasciato l'autorizzazione all'inizio dei lavori del sistema Muos, che avrà antenne paraboliche direzionali di dimensioni imponenti con potenze di milioni di watt, come se non bastassero quelle già installate da anni per il controllo della navigazione nel Mediterraneo".
Questa "condanna a morte", si legge nel comunicato del Comitato, decisa da miopi, disinformati e leggeri amministratori (tanto da mettere a rischio anche le loro famiglie) va rigettata con forza e si richiede formalmente al sindaco, al consiglio comunale e provinciale di volere convocare i consigli comunale e provinciale per fermare i lavori, fare interrogazioni ministeriali. Stanziare, poi, fondi per commissionare ad una società una indagine ambientale parallela a quella dell'Arpa".
Giuseppe Vaccaro
 
 
LETTURA DI APPROFONDIMENTO
Omissioni e segreti della stazione MUOS di Niscemi destinata alle guerre stellari USA
Le istituzioni siciliane di fronte all'allarme ambientale rappresentato dall'installazione a Niscemi della stazione terrestre del sistema di telecomunicazione satellitare MUOS. I lavori per ospitare i nuovi radar sono però iniziati segretamente il 19 febbraio 2008, senza che l'allora governo di centrosinistra rendesse pubblica la concessione dell'isola per le Guerre Stellari delle forze armate degli Stati Uniti d'America. E la stazione MUOS sorgerà all'interno di un'importante riserva naturale…
 
Sembra preoccupare perfino la Regione Siciliana l'installazione a Niscemi della stazione di controllo terrestre del Mobile User Objective System MUOS, il sofisticato sistema di comunicazione satellitare ad altissima frequenza (UHF) delle forze armate USA che integrerà comandi, centri d'intelligence, radar, cacciabombardieri, missili da crociera, velivoli senza pilota, ecc.. L' 8 ottobre, durante la seduta del Consiglio regionale, l'assessore al turismo e ambiente, Giuseppe Sorbello, ha sollecitato il Consiglio siciliano per la protezione del patrimonio naturale (CRPPN) a fornire “chiarimenti e un supplemento di istruttoria in relazione al progetto MUOS, per l'installazione di un sistema di comunicazione per utenti mobili da allocare nella riserva naturale di Niscemi”. “Data la possibilità di problematiche legate all'elettromagnetismo”, l'assessore Sorbello ha invitato il CRPPN ad “approfondire i pareri già rilasciati da altri enti prima del completamento dell'iter approvativi”. In particolare, il CRPPN dovrà richiedere al Comune di Niscemi (che ha già rilasciato il nulla osta alla valutazione di incidenza), di “esplicitare chiaramente se in sede di rilascio del nulla osta abbia tenuto nella dovuta considerazione la problematica riguardante le emissioni elettromagnetiche previste in progetto”. Nella stessa seduta, il Consiglio regionale ha pure inviato all'Arpa Sicilia (l'Agenzia Regionale Protezione Ambiente), gli elaborati e le relazioni di progetto, “per una istruttoria integrativa in particolare sulle emissioni elettromagnetiche previste e sulle eventuali refluenze che queste possono avere in contrasto con la biocenosi presente”.
Se con la richiesta di approfondimento dell'Assessorato all'ambiente, le associazioni che si battono contro i dilaganti processi di militarizzazione della Sicilia segnano un punto a favore, la seduta del Consiglio regionale ha reso pubblici alcuni elementi inquietanti. Il primo riguarda la decisione d'installare la potente stazione UHF all'interno della Riserva Naturale Orientata “Sughereta” di Niscemi. Istituita nel luglio 1997, essa rappresenta assieme al Bosco di Santo Pietro (Caltagirone), il residuo di quella che un tempo era la più grande sughereta della Sicilia centro-meridionale. La riserva si estende per quasi 3.000 ettari ed ospita una fauna diversificata che annovera gatti selvatici, volpi, ghiri, picchi rossi maggiori ed upupe. Non poco in una delle zone della Sicilia dove impera l'abusivismo edilizio e sorgono alcuni tra i più devastanti complessi petroliferi nazionali.
Le carte in possesso dell'assessorato regionale rivelano inoltre che l'amministrazione comunale di Niscemi era da tempo a conoscenza del progetto MUOS, al punto di averne valutato – non si sa come – la compatibilità ambientale. Ciononostante i cittadini di Niscemi e dei vicini comuni di Gela e Caltagirone non sono mai stati informati dell'esistenza del pericolassimo programma militare, un segreto inespugnabile anche per il Parlamento italiano, mai chiamato a valutarne scopi e impatti geostrategici.
Lavori al via ben otto mesi fa
Mentre però la Regione siciliana chiede ulteriori approfondimenti sulla “futura” stazione MUOS, le autorità militari statunitensi hanno iniziato da tempo a Niscemi i lavori per ospitare tre grandi antenne radar circolari con un diametro di 18,4 metri e due torri radio alte 149 metri, e realizzare una centrale di comando, depositi carburanti e strade di collegamento (valore complessivo superiore ai 43 milioni di dollari). Le prime opere di movimentazione terra e di predisposizione delle piattaforme per l'impianto MUOS hanno infatti preso il via lo scorso 19 febbraio, dopo una breve cerimonia a cui partecipò, tra gli altri, il direttore del Mobile User Obiective Program della Us Navy, Wayne Curls. Secondo quanto riportato in una nota “interna” dell'U.S. Naval Computer and Telecommunication Station Sicily” (NavComtelsta – Ncts, il comando che coordina le attività dell'esistente stazione di telecomunicazione navale di Niscemi), nel corso della sua visita, Wayne Curls ha descritto le enormi potenzialità del sistema MUOS. “Quando il sistema sarà pienamente implementato – ha dichiarato – i sistemi di Guerra avranno la completa capacità di comunicazione per rispondere a tutte le richieste di missione in qualsiasi parte del mondo”. Sempre secondo NavComtelsta, “inizialmente i lavori saranno eseguito dai contractors e la nuova infrastruttura comporterà un piccolo aumento nel sito del personale della Marina Usa. La realizzazione della stazione è prevista entro tre anni. I lanci dei satelliti saranno eseguiti entro il 2010, così il sistema sarà MUOS sarà online nel 2011”.
Lavori a pieno regime, dunque, e dal 19 febbraio 2008, data in cui presidente del consiglio era ancora Prodi e ministro della difesa Parisi. Il governo di centrosinistra aveva concluso la sua effimera legislatura senza rispondere alle interrogazioni di alcuni parlamentari di Rifondazione Comunista e Verdi che avevano chiesto conferma delle indiscrezioni stampa sul piano d'installazione in Sicilia del nuovo sistema satellitare. Più grave ancora l'omissione del comandante dei reparti dell'Aeronautica militare italiana di stanza a Sigonella, Antonio Di Fiore, che nel corso di un'ispezione parlamentare a Sigonella del deputato Cannavò (Prc), il 31 marzo 2008, aveva smentito con fermezza la realizzabilità del MUOS. “Anche volendo – aveva dichiarato Di Fiore – la stazione radar non si potrebbe realizzare a Sigonella perché la gestione non è compatibile col volume di traffico civile gestito dal radar militare esistente nel vicino aeroporto di Catania-Fontanarossa”. L'alto ufficiale ovviamente preferì sorvolare sul fatto che da più di un mese erano stati avviati i lavori MUOS nella vicina Niscemi, località prescelta in sostituzione di Sigonella proprio per ridurre l'interferenza delle onde elettromagnetiche sui sistemi di bordo degli aerei, ma soprattutto per “evitare” che le emissioni potessero avviare la detonazione degli ordigni presenti nella grande stazione aeronavale, come accertato nel 2006 da uno studio delle società statunitensi AGI - Analytical Graphics, Inc., e Maxim Systems.
Di contro nessuno se l'è sentita a valutare i possibili effetti delle onde elettromagnetiche sulle popolazioni che vivono nei pressi dell'installazione di Niscemi. Le ricerche in materia non mancano, anche se sono ancora troppo poche quelle relative all'emissione dei sistemi radar e di telecomunicazione militare. Sufficienti però a delineare scenari estremamente preoccupanti.
Fra tutte, spiccano le risultante dell'inchiesta su “Gli effetti associati all'esposizione umana nella Waianae Coast ai campi di radiofrequenza” dell'installazione militare LF (bassa frequenza) di Wahiana, realizzata nel 1999 dagli oncologi statunitensi Maskarinec, Cooper e Swygert per conto del Dipartimento alla Salute dello stato delle Hawaii. La base militare di Wahiana è di proprietà della Marina Usa e può essere considerata come una “sorella” della stazione di Niscemi, anche perché destinata ad ospitare un secondo terminal terrestre del sistema MUOS. Ebbene, lo studio dei ricercatori si è incentrato sulla popolazione infantile della Waianae Coast, evidenziando ben 12 casi di leucemia nel periodo 1979-1990. Sette di questi casi (tutti accaduti negli anni 1982-84), sono stati definiti “inusuali in termini di sesso, età e tipo di leucemia”. I rischi di esposizione sono stati definiti altissimi per i bambini residenti in un raggio di 2,8 miglia intorno ai trasmettitori.
Una selva di antenne ad altissimo costo energetico
Attualmente a Niscemi sono installate una quarantina di antenne di trasmissione HF (alta frequenza) ed una LF. Quest'ultimo impianto trasmette su una frequenza di 39,9-45,5 kHz, contribuendo alle comunicazioni supersegrete delle forze di superficie, sottomarine, aeree e terrestri e dei centri C4I (Command, Control, Computer, Communications and Intelligence) di Stati Uniti ed alleati NATO. A partire dalla fine degli anni '90, le stazione di Niscemi, Aguada (Portorico), Keflavik (Islanda) e Awase (Giappone) sono state dotate del sistema di trasmissione LF “AN/FRT-95”, che ha consentito alle forze armate Usa di accrescere la copertura nelle regioni del Nord Atlantico e del Nord Pacifico. Il trasmettitore AN/FRT-95A opera tra i 24 ed i 160 kHz con una potenza compresa tra i 280 kW e i 500 kW, ma il sistema permette l'estendere in caso di necessità sino ai 2,000 kW.
A seguito della chiusura della stazione di Keflavik, nel dicembre 2006 sono state assegnate a NavComtelsta - Niscemi tutte le funzioni di collegamento in bassa frequenza con i sottomarini strategici operanti nella regione atlantica. L'impianto terrestre MUOS sarà in VHF-UHF (Very High Frequency ed Ultra High Frequency), con frequenze che raggiungeranno valori compresi tra i 244 e i 380 MHz. Le onde radio VHF-UHF attraversano la ionosfera senza venire riflesse e per questo vengono usate per le trasmissioni extraspaziali con i satelliti artificiali. Esse possono anche essere usate per trasmissioni terrestri oltre l'orizzonte utilizzando le irregolarità della troposfera (la parte bassa dell'atmosfera). Queste irregolarità riflettono le onde in tutte le direzioni, consentendo ai segnali UHF di disperdersi su vaste aree geografiche.
Se è ignoto l'impatto su salute dell'uomo e ambiente delle onde elettromagnetiche della stazione di Niscemi, amministratori e cittadini dovrebbero comunque allarmarsi per gli additivi ed altri prodotti nocivi contenuti nelle spropositate quantità di gasolio divorate dagli impianti di telecomunicazione della base. Stando ai dati forniti dal Pentagono, nel solo periodo compreso tra il 2003 e il 2005 il “Sito di Trasmissione” di Niscemi è stato rifornito di 2.100.000 litri di gasolio (tipologia DF2), pari ad un consumo di 700.000 litri l'anno. Di per sé il dato non dice molto se non lo si compara con il consumo di altre infrastrutture militari Usa in Italia, ben differenti per grandezza e funzioni dalla “minuscola” stazione di Niscemi. A Sigonella, ad esempio, nello stesso periodo sono stati consumati 10.400.000 litri di gasolio; 9.100.000 di litri il consumo a Camp Darby (Livorno); 18.000.000 ad Aviano (Pordenone). Che Niscemi sia una stazione del tutto “anomala” dal punto di vista energetico, traspare dalla verifica dei consumi di altre importanti installazioni di telecomunicazione che gli Stati Uniti possiedono in Italia. Il potente impianto di generazione elettrica per i sistemi radar di Napoli-Capodichino, ad esempio, ha richiesto appena 550.000 litri di gasolio DF2. La stazione Usa-Nato dell'isola di Tavolara, in Sardegna, anch'essa utilizzata per le comunicazioni LF con i sottomarini, ha divorato 300.000 litri, quantità sette volte inferiore a quella di Niscemi.
Ma chi controlla la dispersione dei prodotti di combustione nell'atmosfera, nel suolo e nell'acqua dell'onnivoro impianto siciliano?
 
 
Fonte Megachip di Antonio Mazzeo
postato da Primokind alle ore 18:21 | Permalink | commenti (20) / commenti (20) (pop-up)
categoria: politica, sicilia, territorio, niscemi, ambiente e verde pubblico, fai notizia


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Commenti
#1   19 Dicembre 2008 - 00:10
 
ancora credete a Vaccaro... come fate a parlare di un paese in cui non vivete? come pretendete di dire come vanno le cose a niscemi se a niscemi non ci state mai??? bella contro-informazione analizzare gli articoli del giornalista più stimato da tutti...
utente anonimo

#2   19 Dicembre 2008 - 16:22
 
Infece si che bisogna credere al giornalista Vaccaro dovete pensare che qui in svizzera per mettere unantenna di bassa portata ci vuole un permesso del comune perché puö influire a casi di eucemia per la gente che abita nel vicinato, dunque figuriamoci di quello che stanno facendo gli americani nei dintorni delle campagne Niscemesi una cosa vi dico per il vostro bene non mangiate frutta e verdura da quelle parti perche sarä tutto avvelenato dall'inquinamento attimosferico dunque ce poco da scherzare,fatevi sentire prima che sia troppo tardi.Lultima volta l'avevo detto per scherzo che solo cosi Niscemi puö scomparire dalla carta geografica ma ora penso che sia veritä.Ribbellatevi prima che sia troppo tardi.CIUS Giö
utente anonimo

#3   21 Dicembre 2008 - 20:20
 
A leggere certi commenti come quello precedente si resta esterrefatti! Si critica il contenuto dell'articolo di Pino Vaccaro dal nome dell'autore e non dai fatti riportati dal cronista! Invece, è necessario approfondire la questione del MUOS. Dovrebbero farlo Il Comune (Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale), la società civile e i cittadini del nostro territorio. Soprattutto è importante la formazione di un'opinione pubblica consapevole ed esigente. Ecco perché non è proponibile l'attacco al cronista che riporta fatti. E' atto dovuto chiedere alle istituzioni regionali e locali spiegazioni sul contenuto dell'approfondimento di Antonio Mazzeo (Fonte Megachip) che mi sembra coraggioso.
P.S.: I commenti, secondo me, andrebbero firmati.
Gaetano Buccheri
utente anonimo

#4   22 Dicembre 2008 - 20:40
 
Buon Natale a tutti i partecipanti e al BLOG dei Niscemesi e un grande Augurio per l'anno 2009, e che Niscemi si concretizza di fare e non parlare. Cari saluti di cuore a tutti,Cius Giö
utente anonimo

#5   23 Dicembre 2008 - 14:45
 
E' SACROSANTO PREOCCUPARSI DELLA TUTELA DELLA NOSTRA SALUTE!
ACCENDERE DEI RIFLETTORI PER ILLUMINARE QUEI LATI OSCURI DI QUALUNQUE OPERA DELL'UOMO E' DOVEROSO.
IO NON CAPISCO NULLA DI INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO, MA DEI TANTI CASI DI TUMORE A GELA SE NE PARLA SOLO ADESSO!

Littlestevan
utente anonimo

#6   27 Dicembre 2008 - 20:49
 
contrastare il Muos, vuol dire contrastare la classe politica provinciale, regionale, nazionale per non parlare del governo degli Stati Uniti. Anche il caro Barak! Siamo coscenti di questo, siamo pronti? Ricordo a tutti che non siamo riusciti a contrastare la decisione di "ridimenzionare" l'ospedale contro una giunta regionale. Ok difendiamo noi stessi, i nostri figli e tutti i nostri cari. Ah! la stazione attuale che esiste da credo... 15 anni non trasmette onde elettromagnetiche?????????
E i nostri amministratori?????? Comunali e Regionali?????????
E le autorità???????
E infine noi????????






















utente anonimo

#7   06 Gennaio 2009 - 10:12
 
Mi chiamo Luca De Caro e sono un Consigliere Comunale di Caltagirone. Città adiacente al Feudo ULMO di Niscemi dove sta per essere costruito il nuovo sistema di telecomunicazioni MUOS. Preoccupatissimo di quanto sta avvenendo in assoluto SILENZIO da parte delle varie Istituzioni ho presentato un'interrogazione alla mia Amministrazione per sapere quali informazioni disponiamo e se il mio Comune di Caltagirone fosse stato precedentemente informato. Chiedo a chiunque sappia ulteriori notizie di potermele fare avere. Grazie Luca De Caro
utente anonimo

#8   24 Gennaio 2009 - 00:59
 
ho scritto un intervento sull'argomento, vi invito a leggerlo:


Gianfranco Di Pietro
utente anonimo

#9   24 Gennaio 2009 - 01:00
 
Ho scritto un intervento sull'argomento, vi invito a leggerlo:

http://gianfrancodipietro.blogspot.com/2009_01_01_archive.html#1641356104413382956

Gianfranco Di Pietro
utente anonimo

#10   12 Febbraio 2009 - 17:40
 
che dire... bisognerebbe mobilitarci in massa.il muos non deve esistere. bisognerebbe informare attraverso i bimbi delle scuole i loro ahime... ignari genitori e fare sentire le nostre motivazioni ai media nazionali. c'è troppo silenzio sulla cosa... ''MUO-viamoci!''
utente anonimo

#11   19 Febbraio 2009 - 12:47
 
Sono d'accordo! ma i niscemesi sono dei "caproni" cioè non difendono mai i loro diritti basta che non gli viene toccata la loro "roba" poi si può fare la qualsiasi. Io personalmente ho scritto al ministero della difesa (email inesistente, e l'ho presa dalla pagina del ministero addirittura), a Ignazio La Russa, striscia la notizia, le iene e Legambiente. Cerco di informare più persone possibili anche usando parole dure, come ahimè sono i tumori e malformazioni genetiche e chissà cos'altro. Vorrei infondere paura dentro le persone per muovere qualcosa.
P.S. La battaglia per l'ospedale di Niscemi è stata vinta!
Gesualdo Accardi
utente anonimo

#12   20 Febbraio 2009 - 15:47
 
il silenzio che regna in questo paese è davvero spaventoso...
prima di pensare ai ministri,a Barack,al papa,ecc...
PENSIAMO A INFORMARE LA GENTE DI QUESTO PAESE!!
è per interesse nostro..delle nostre famiglie..dell'ambiente in cui viviamo..dobbiamo fare sentire insieme le nostre voci...
utente anonimo

#13   22 Febbraio 2009 - 15:33
 
Chissà se quest'anno il Sindaco (o chi per lui) inviterà un plotone di soldati americani a sfilare in prima fila per la festa del carciofo....Siamo tra il tragico ed il comico! Non sarebbe meglio ammettere gli sbagli e rassegnare le dimissioni?Il VIA è stato concesso con lggerezza. Se si procederà ad una rettifica si ammetterà uno sbaglio e per coerenza sarebbe più serio lasciare posto ad altri amministratori più capaci.
utente anonimo

#14   23 Febbraio 2009 - 01:51
 
E ORA DI PASSARE AI FATTI

le pagine dei giornali sembrano essere diventate un'arena dove sfogare le proprie ire o arrancare la propria visibilità.
Non credo sia questo il modo per affrontare il problema che da parecchi mesi ha messo in allarme la città di Niscemi e altre località limitrofe.
Non vi è dubbio che l'installazione del MUOS a tre chilometri dalla nostra città avrà conseguenze negative sulla natura del nostro patrimonio ambientale, la R.N.O. “Sughereta di Niscemi” e sulla salute delle popolazioni adiacenti.
Ad oggi non abbiamo assistito ad alcuna iniziativa comune, corteo, manifestazione o tavoli in piazza, ma solo parole di inchiostro sui quotidiani.
Il problema vero, a mio modo di vedere, consiste nella incapacità di intraprendere azioni comuni forti e consapevoli in grado di fronteggiare adeguatamente problematiche di così rilevante portata.
Ne abbiamo breve memoria nella scarsa partecipazione e nell'esiguo interesse dei niscemesi riguardo i fatti dell'Ospedale Civico. La situazione è stata cavalcata dalla tigre trasformando un diritto costituzionale in una struttura da Striscia la notizia.
Oggi, mentre ognuno accusa l'altro sulle responsabilità, le ruspe americane lavorano a ritmo serrato in contrada Ulmo e i mezzi e gli uomini della Marina Militare Americana attraversano la nostra città defilandosi, quasi invisibili come fantasmi, per non destare l'attenzione della quotidianità niscemese.
Forse hanno imparato a conoscerci?
Si, credo che ci conoscano bene già da parecchi anni, quando i niscemesi furono presentati “politicamente”, prima, quali candidati ad ospitare la più importante stazione radio del Mediterraneo, poi quale ripiego al diniego della base militare Sigonella di ospitare la stazione MUOS nelle sue vicinanze.
Noi per pronta risposta, in tutti questi anni, abbiamo agito come fanno le rane: se le immergiamo in una pentola bollente saltano; ma se se riscaldiamo la pentola piano piano, non saltano e cuociono senza accorgersene.
Ma allora, perché paghiamo le tasse? Per quale fine diamo la fiducia ai politici con il nostro voto? Chi deve garantire la salute e il diritto dei cittadini di Niscemi?
Pensandoci bene, abbiamo politici di tutte le arti e mestieri. Quale altra pregiata abilità dobbiamo pretendere da loro?
Io oggi invoco l'UNITA', sgombra da interessi partitici e dall'orgoglio malefico che porta gli uni contro gli altri.
Oggi abbiamo bisogno di riappropriarci dell'orgoglio di essere niscemesi e poter combattere una lotta per il bene comune e, soprattutto, per le generazioni future.
Per far ciò dobbiamo credere nel primo cittadino, ma egli deve schierarsi in prima fila in C/da Ulmo e noi lo seguiremo.
utente anonimo

#15   23 Febbraio 2009 - 01:56
 
dimenticavo... enzo liardo
utente anonimo

#16   24 Febbraio 2009 - 19:30
 
Rispondo al commento n°11:

caro Gesualdo,purtroppo non hai torto nel sostenere che noi niscemesi siamo disposti ad accettare proprio tutto,come da triste tradizione siciliana...e hai ragione pure nel sostenere che di questa storia,per come è stata presentata (poco,e male) in paese,fregherà meno di zero al "grosso" della popolazione,che purtroppo difetta pure di senso civico e propensione ad informarsi su quello che accade a 1 palmo dal loro naso.

Quello su cui ti sbagli invece è a mio parere l'idea che la situazione è questa e che non si possa far nulla per INFORMARE in primo luogo e far rinsavire la gente su quello che sta per succedere: basta infatti trovare la giusta "leva" per mettere in moto tutto. E quale può essere?

Beh,come dici bene tu,ai niscemesi toccagli tutto tranne la loro "roba"...bene,che succede se cominciamo a dire a tutti che dal momento che le antenne del MUOS saranno operative nel 2011 ed emetteranno una quantità di onde elettromagnetiche ad altissima frequenza tale da rendere pericolosissimo abitare a Niscemi,il valore delle loro case (in paese ed in campagna) crollerà del tutto?
Non stiamo parlando anche di questo? Tralascio i discorsi sulla salute perchè da niscemese conosco alla perfezione il grado di tolleranza ingiustificata che c'è sempre stata e sempre ci sarà per il petrolchimico di Gela,ad esempio...quindi non sto qui a scrivere sull'incidenza che il MUOS avrà sulla salute di TUTTI i niscemesi,compresi i familiari di tutti coloro che se ne stanno beatamente fregando di tutto...ma,siamo sicuri che anche il discorso prettamente ECONOMICO non potrebbe attecchire sulla popolazione per farla rinsavire?
Io ci proverei...

Gaetano Spataro
utente anonimo

#17   01 Marzo 2009 - 13:03
 
Le onde radio sono radiazioni ionizzanti.

vai su www.Radiondistics.com

RIVELATORE PASSIVO DI RADIAZIONE HERTZIANA A FLUORESCENZA DA IONIZZAZIONE SECONDARIA

Brevetto industriale N. 0001347487

by Francesco Errante

Descrizione

La "radiazione hertziana" è uno dei modi meno in voga, ma piú antichi per riferirsi alle emissioni nello spettro delle radio-onde. La presente invenzione concerne un rivelatore passivo a fluorescenza da ionizzazione secondaria, intrinsecamente non-invasivo, a bombardamento diretto, per radiazioni hertziane, capace di convertire la radiazione hertziana in radiazione luminosa nello spettro del visibile, consentendo l'apprezzamento visivo della distribuzione energetica sul corpo di un'antenna radio o su di una linea di trasmissione e nello spazio in loro prossimità durante la sua trasmissione di segnali radioelettrici nello spazio. Il rivelatore passivo di radiazione hertziana qui presentato permette di essere posto a contatto dell'antenna od nella sua immediata prossimità senza che lo stesso ne disturbi il suo comportamento, grazie al fatto che esso è radio-trasparente. Esso produce un'emissione luminosa nello spettro del visibile, dovuta a fluorescenza da ionizzazione secondaria provocata dalla radiazione hertziana sui gas presenti all'interno del tubo rivelatore stesso. La sua emissione luminosa cresce al crescere dell'intensità del flusso della radiazione che lo investe.
Un rivelatore passivo di radiazione hertziana nel suo allestimento piú elementare e piú economico, consiste di un tubo fluorescente(1) ai vapori di mercurio, del tipo per illuminazione ambientale da 100W, della lunghezza di 2,4 metri ed un carrello su ruote(2), costruito con materiale dielettrico che permette al tubo rivelatore(1) di essere mantenuto in posizione verticale e di poter scorrere lungo il corpo dell'antenna radio(3) sotto esame, posta orizzontalmente rispetto al suolo ed ad un livello tale da incontrare il tubo rivelatore, pressappoco in coincidenza del centro dell'altezza di quest'ultimo.
In genere, è sufficiente una potenza di poco superiore ai 40 Watt RF, perché un radiatore risonante per onde corte come un dipolo aperto a ½ onda, inneschi la fluorescenza in tutto il tubo. Il tubo rivelatore una volta innescato permette, riducendo progressivamente la potenza fornita al radiatore sotto esame o scostando lo stesso dall'antenna, di apprezzare visivamente l'intensità del campo prodotto dall'antenna in ogni suo punto e nello spazio in sua stretta prossimità. Una volta innescato, il tubo rivelatore continuerà a mantenere la sua fluorescenza fino al cessare od al diminuire drasticamente della radiazione hertziana. Riducendo progressivamente la potenza di alimentazione dell'antenna eccitatrice(3), si riduce corrispondentemente anche la lunghezza della regione di tubo rivelatore illuminata e la sua emissione luminosa si estingue non appena la potenza di eccitazione scende al di sotto di 0,1 Watt circa.
Con l'uso di piú tubi rivelatori, è possibile creare un diagramma luminoso dinamico, bidimensionale o tridimensionale, dell'intensità del campo irradiato dall'antenna, ma è consigliabile invece costruire il diagramma attraverso il montaggio di piú fotogrammi dello stesso tubo su vari punti dell'antenna. Ciò è facilmente realizzabile facendo scorrere il tubo, una volta innescato, su vari punti dell'antenna in esame o dello spazio nell'immediata prossimità dell'antenna in esame. Fino al raggiungimento della saturazione luminosa del tubo, ad uguale intensità della radiazione luminosa da esso emessa, corrisponde uguale intensità della radiazione hertziana che ne sostiene l'eccitazione a quel livello. E'possibile, pertanto, stimare anche l'attenuazione della radiazione hertziana introdotta dallo spazio in stretta prossimità dell'antenna.

E stato così inventato un rivelatore passivo di radiazione hertziana a fluorescenza da ionizzazione secondaria che permette di compiere indagini visive dirette sul comportamento delle antenne radio e delle radiazioni da esse generate tramite lo sfruttamento del potere ionizzante delle radio-onde, qui implicitamente dimostrato.

VEDI ANCHE

Notifica alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma
utente anonimo

#18   11 Marzo 2009 - 11:48
 
Mi auguro, che i comuni di Niscemi, Gela e Caltagirone, davvero comprendano i grossissimi rischi che corrono. Bisogna unirsi e informare i cittadini, anche attraverso il passaparola. Lottare,lottare, lottare...contro questo disastro!
utente anonimo

#19   11 Marzo 2009 - 11:52
 
Internet, puo' aiutare noi niscemesi a farci sentire. Spediamo e-mail a tutti quelli che conosciamo! Noi niscemesi vogliamo " VIVERE".
utente anonimo

#20   11 Marzo 2009 - 11:55
 
No, alle antenne assassine!
utente anonimo

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