La Sicilia ultima nella classifica 2008 sulla “qualità della vita nelle province italiane” realizzata dal Sole 24 Ore, indagine, giunta alla 19esima edizione, che prende in considerazione sei dimensioni: tenore di vita, affari e lavoro, servizi e ambiente, ordine pubblico, popolazione, tempo libero.
Per ognuna di queste dimensioni, sono individuati sei indicatori per un totale, quindi, di 36 indicatori alcuni "positivi" quali, ad esempio, il reddito pro capite, lo spirito di iniziativa d'impresa,le infrastrutture; gli investimenti in formazione, le attività culturali sportive e ricreative per il tempo libero, gli acquisti di libri, le associazioni di volontariato, l'ambiente e l'ecosistema urbano, il sistema sanitario, e altri "negativi" quali i livelli di disoccupazione, i debiti non pagati, i reati denunciati, i furti e le rapine, i giovani fuorilegge.
Sulle 103 province analizzate, le 9 province Siciliane ne escono ancora una volta con le ossa rotte classificandosi quasi tutte nelle ultimissime posizioni; Enna (79) , Messina (82) Ragusa (91), Catania (96), Siracusa (97), Trapani (100), Agrigento (101), Palermo (101), Caltanissetta (103).
Avete letto bene, quest'anno l'ambito premio di provincia con la peggiore qualità della vita è stato vinto dalla provincia di Caltanissetta, (nel 2007 si classifico' 96esima).
Un primato positivo comunque ce l'abbiamo: la nostra provincia e' arrivata prima nell'indicatore “Costo mq. in semicentro in euro”.... e ci mancherebbe pure....con il potere d'acquisto nisseno vi immaginate un prezzo al mq milanese??
Tra i comuni che la compongono, la nostra amata cittadina non si dovrebbe collocare tra le migliori per qualità della vita; anzi proviamo a collocarla all'ultimissimo posto, cosi, tanto per stimolarci a far meglio perchè in fin dei conti, come sottolineano Ficarra & Picone,... “e' brutto essere in cima alla classifica come Aosta perché sai che ti ruberanno il primato, se invece sei in fondo puoi solo guadagnare posizioni"...
A questo punto viene spontaneo complimentarsi...un po' con tutti! Complimenti a quanti tra amministratori e consiglieri, provinciali e comunali, senza pero' dimenticare quelli di Palermo e Roma per carità, si sono succeduti nel corso degli anni, ma complimenti anche ai circa 272 mila residenti della provincia nissena, per la loro.... ignavia e incapacità di indignazione.
Magari qualcuno sta gia pensando “e chi ci putimmu fari? Nca ha statu sempre accussi, di niatri; ma tantu niatri avimmu u suli... e chi suli!” (quasi come fosse merito nostro il clima)e vabbe' pazienza, cosi van le cose qui da noi, ci vorrà del tempo per cambiare, magari 4 o 5 lustri dovrebbero bastare per scavalcare qualche posizione; comunque non guardiamo troppo al passato, lasciamo ad ognuno la possibilità di fare un bell' esame di coscienza e recitare un mea culpa e andiamo avanti.
Le indagini, le ricerche ed i sondaggi, si sa, non sempre sono attendibili e ci sarebbe sempre da ridire sul metodo di campionamento, lo stile del sondaggio, i parametri utilizzati, il momento storico in cui si realizzano ecc ecc, e perchè alla fine la realta ha mille sfaccettature che non è semplice sintetizzare in un questionario....pero' quanto meno dovrebbero fornirci spunti di riflessione. Ad ogni buon conto, è triste e scoraggiantesentire questo o quel sindaco o presidente di provincia addebitare a questo o quel politico, ora all'uno ora all'altra delle amministrazioni precedenti o alle amministrazioni regionali e nazionali la responsabilità di questo risultato che non puo' soddisfare obiettivamente nessuno. E' triste leggere che ci si limita a contestare i dati perché quel parametro non tiene conto di questo o quel fattore. Sarebbe piu logico e politicamente corretto, invece, che le istituzioni e la società civile prendessero atto del dato e non sottovalutassero l'indagine poichè è indice di un malessere diffuso. Anzi l'indagine andrebbe analizzata compiutamente e servisene come punto di partenza per progettare linee di interventi concreti per il futuro.
Ritornando a Niscemi, basta guardarsi in giro, parlare con amici e parenti, fare un po' mente locale e leggere i giornali, ed in molti concorderanno che Niscemi rispecchia bene la posizione della sua provincia rispetto ai principali indicatori di qualità della vita, se si considera che i livelli di disoccupazione sono veramente preoccupanti, che la precarietà del lavoro é una costante, con giovanissimi diplomati e laureati che lavorano gratuitamente e senza contributi sociali e assistenza assicurativa, che l'emigrazione ha raggiunto e forse superato i livelli degli anni 60, che lo spirito imprenditoriale è carente (sempre e solo bar, per il resto il deserto), che l’edilizia è praticamente inesistente, che l'unica vera fonte di ricchezza della città, l'agricoltura, è in una situazione drammatica, che solamente il 30,3% (dato provinciale) delle persone tra i 25 e i 34 anni risultano ufficialmente occupate, che non passa settimana senza che vi sia un veicolo incendiato o un negozio danneggiato, che gli atti vandalici e le risse tra giovani sono all'ordine del giorno, che l'alcolismo e la droga fra i giovani sono fenomeni fuori controllo, che il degrado in molti quartieri è insostenibile, che l'educazione stradale è un miraggio, che l'abbandono scolastico è oramai una barzelletta, che in tutti i quartieri sono tantissime le case in vendita ecc ecc...semplici dati, semplici indizi che dovrebbero farci riflettere e farci comprendere che c'è proprio tanto lavoro da fare.
Come potrebbe mai consolarci il 63esimo posto relativo alla percentuale di laureati se poi questi stessi laureati devono emigrare per migliorare la loro condizione socio-economica o semplicemente trovare un onesto lavoro? Che futuro puo esserci per i nostri figli in una realtà in queste condizioni?
Buon anno 2009.
PS: per non lasciarvi con un senso di frustrazione, proviamo a riderci sopra con un po' di sano umorismo che a noi Siciliani proprio non fa difetto come dimostrano ancora una volta Ficarra e Picone i quali avanzano pure una proposta concreta: "proviamo per un anno a mandare gli amministratori siciliani ad Aosta e ad avere quelli del Nord da noi. O peggiorano loro o miglioriamo noi. E in ultima analisi proviamo a fare un trasferimento di massa: tutti gli abitanti di Caltanissetta vanno ad Aosta e tutti quelli di Aosta vengono in Sicilia".
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