Niscemesi - Urban blog di Niscemi

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giovedì, 29 gennaio 2009

Un’agglomerato industriale a Niscemi?

Si comunica che il Comitato Direttivo del Consorzio Asi di Gela ha approvato la ratifica dell’Accordo Istituzionale di Programma tra lo stesso Ente  ed il Comune di Niscemi per la realizzazione e gestione delle opere infrastrutturali e dei servizi dell’agglomerato industriale di Niscemi, che dovrà nascere in Contrada Mandrasecca per una estensione di 45 ettari, sulla S.S. 117 Gela-Catania a fianco della Diga Rendo.
 
Nella stessa seduta di Comitato Direttivo, è stato anche aggiornato il Programma triennale delle opere pubbliche 2009-11 del Consorzio Asi, in cui fra le priorità è stata inserita la ”urbanizzazione dell’agglomerato industriale nel Comune di Niscemi” con una spesa di massima prevista di 10 milioni di euro, ivi compresi anche i costi di espropriazione dell’area, da finanziare con fondi europei P.O.R. e con fondi nazionali F.A.S. (fondi per aree sottosviluppate).
 
La nascita di una zona industriale nella nostra città, sarà di grande importanza per la allocazione di attività industriali specialmente in materia di trasformazione di prodotti agro alimentari (carciofi, pomodori, peperoni, ecc.), per la crescita sociale ed economica delle nostre popolazioni.
 
In tale percorso, si è altrettanto fiduciosi, che le Istituzioni, le forze sociali ed economiche, unitamente alle forze politiche del territorio possano lavorare in sinergia e proficuità a prescindere la posizione ed il ruolo ricoperti di ognuno nell’interesse esclusivo dello sviluppo sociale ed economico di Niscemi e del nostro comprensorio.  
 
Niscemi 26-01-2009   
                                                
                                      Francesco Cannia, Francesco Di Dio e Saro La Porta
                             (Rappresentanti del Comune di Niscemi nel Consorzio Asi di Gela)
 
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venerdì, 23 gennaio 2009

Il Consorzio “Le Piazze”




Consorzio “Le Piazze”: presentazione sabato 24 gennaio ore 16,00 presso il centro socioculturale “Totò Liardo”.  Alla manifestazione parteciperanno i sindaci di Niscemi, Butera, Mazzarino e Riesi. L’Assessore Regionale all’Agricoltura Giovanni La Via; Eugen Boss di Dortmund e il presidente della provincia Pino Federico.

Si terrà sabato 24 gennaio 2009 alle ore 16,00 presso il centro socioculturale “Totò Liardo” l’incontro per la presentazione del consorzio “Le piazze”. Al quale parteciperanno, tra gli altri, il sindaco di Niscemi Giovanni Di Martino, i sindaci di Butera, Riesi e Mazzarino che hanno patrocinato e promosso l’evento; l’assessore all’agricoltura Salvatore Amato; l’assessore regionale all’agricoltura Giovanni La Via; il presidente della provincia nissena Pino Federico; Eugen Boss, avvocato sostenitore del progetto a Dortmund; Giovanni Rizzo del consolato italiano a Dortmund; il presidente del consorzio Francesco Cirrone e Viviana Stefanini esperta in marketing aziendale.
 

Il consorzio “Le Piazze” nasce dalla volontà di un gruppo di imprenditori appartenenti al territorio dell'entroterra nisseno che, al fine di affrontare le sfide dell'internazionalizzazione, hanno sposato l'idea che anni prima ha dato vita all'omonimo progetto Progetto “Le Piazze” voluto dai  Comuni di Niscemi, Riesi, Butera e Mazzarino e cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), nell'ambito della misura 6.06 del POR 2000-2006  che ha per oggetto l’ internazionalizzazione dell’economia siciliana.

L’obiettivo generale del progetto è quello di contribuire all’internazionalizzazione dell’economia siciliana valorizzando le piazze dei centri minori, Niscemi, Butera, Mazzarino, Riesi, attraverso la loro “messa in rete” e la divulgazione della conoscenza delle caratteristiche storiche, socioculturali e paesaggistiche, nell’ottica della promozione delle produzioni tipiche.

I promotori del Consorzio hanno inteso cogliere l'occasione di sfruttare le sinergie createsi grazie al buon esito del progetto, con il fine ultimo di vendere e fare conoscere, simultaneamente, prodotti tipici locali ed il territorio di provenienza inteso come insieme di luoghi, cultura, tradizioni, sapori.

L'idea imprenditoriale che anima il consorzio è quella di offrire ai potenziali consumatori un paniere di prodotti tipici: olio d'oliva, ortofrutta, prodotti caseari, vini cercando al contempo di diffondere la conoscenza dei luoghi in cui tali prodotti nascono, addivenendo ad una promozione dei nostri territori sia come luoghi da visitare ma anche come caratteristica distintiva dei prodotti offerti dal Consorzio. Altro punto centrale della strategia del Consorzio è quella di avviare un percorso di “filiera corta” nel settore agro-alimentare, ossia un collegamento diretto tra produttori e consumatori che consenta di risparmiare notevolmente i costi di distribuzione e di offrire prodotti di ottima qualità a prezzi competitivi. Seguendo questo principio verranno allestiti dei punti di esposizione e vendita, all’interno dei mercati settimanali esteri. Questo meccanismo permette ai consumatori di degustare e acquistare i prodotti rappresentati e dall’altro di scoprire le piazze come “foro” e centro delle tradizioni.

Il Consorzio “Le Piazze” è costituito dalle società: “Sole d’Oro Società Cooperativa a R.L.”, Azienda Agricola ”Migliore Raffaele”, “L’Antica Masseria del Salto Società Cooperativa.” di Giuseppe Giarracca, “Caseificio Donzella Giuseppe”, Azienda Agricola “Cunsolo Mariano”. Nel corso dell’incontro sarà presentato il consorzio e si effettueranno degustazioni dei prodotti presentati dalle aziende.

“Il nostro comune -dice Di Martino - ha sposato in pieno e avviato, insieme ai produttori, la nascita di un consorzio come strumento necessario per avviare la crescita delle nostre aziende e fare conoscere i nostri prodotti anche all’estero. E’ uno strumento necessario per permettere lo sviluppo della nostra economia, e contribuisce a lanciare un’idea nuova di economia che passa attraverso il mettersi insieme per essere più competitivi”. Positivo anche il commento del presidente del Consorzio, Cirrone: “I due obiettivi imminenti saranno, per me, creare un rapporto diretto tra produttori e consumatori, con il risultato immediato di un ritorno economico e l’avvio di un processo di valorizzazione del territorio nonché - continua Cirrone- valorizzare i luoghi di provenienza dei prodotti attraverso percorsi enogastronomici che suscitino l’interesse dei consumatori”.


Fonte: www.lazonafranca.it
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giovedì, 08 gennaio 2009

Cento impianti fotovoltaici a costo zero per i cittadini


Cento impianti fotovoltaici installati gratis, con bolletta a costo zero per vent’anni, è il "regalo" di capodanno che l’amministrazione comunale di Niscemi, tramite l’intervento dell’"Energesco- Sicilia", amministratore unico ing. Sandro Occhione, fa ai niscemesi.

«L’amministrazione comunale - dicono l’assessore Gaetano Cipolla e il vice presidente del consiglio Gesuè Allia, ha già adottato il relativo atto deliberativo con cui si dà mandato all’Energesco di promuovere gli atti necessari per installare gli impianti fotovoltaici. A giorni - aggiungono i due amministratori - sarà pubblicato all’albo pretorio il bando pubblico per stabilire data e requisiti per potere partecipare alla selezione per entrare fra i cento fortunati che usufruiranno delle agevolazioni.

L’amministrazione, che metterà a disposizione gli strumenti tecnico- burocratici necessari per la realizzazione degli impianti, ha dimostrato di avere a cuore le esigenze dei cittadini». «La ditta che rappresento, dice l’ing. Occhione, è specializzata nell’effettuare interventi nel settore energetico in modo particolare nel solare fotovoltaico, sfruttamento dell’irradiazione solare.

L’Energesco, sottolinea l’amministratore unico, ha trovato disponibile l’amministrazione comunale di Niscemi che ha aderito al progetto ed è il primo Comune della Sicilia che sarà "servito". Il tempo per l’installazione del fotovoltaico è di sei mesi circa, e ha un costo di circa 300 euro per il pagamento dei vari balzelli, mentre la società trova "il partner di produzione" che finanzia tutto, rifacendosi dei costi con la vendita all’Enel dell’energia non utilizzata dal titolare dell’impianto fotovoltaico, quindi costo zero per il cittadino».


dal giornale "La Sicilia" del 4 Gennaio 2009
di Giuseppe Vaccaro
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domenica, 02 novembre 2008

Fiera itinerante: ortofrutta in vendita da Santa Caterina fino a Vallelunga




«Tutte le domeniche in via Madonna sarà allestito un mercato contadino che consentirà sia ai produttori agricoli che artigianali la vendita diretta di prodotti enogastronomici locali». A renderlo noto sono il sindaco Giovanni Di Martino e l'assessore Salvatore Amato, i quali in una nota aggiungono: «Si tratta di una fiera a cui possono partecipare aziende che per le loro produzioni di qualità sono accreditate presso l'assessorato regionale agricoltura. Un mercato che con l'applicazione di una filiera corta direttamente dal produttore al consumatore consentirà l'abbassamento dei prezzi di vendita finale dei prodotti. Una sorta di Sagra continua - puntualizzano - che sarà suggellata dalla garanzia di qualità dei prodotti messi in vendita».

Il progetto dell'allestimento della fiera contadina domenicale in via Madonna voluto dal sindaco Giovanni Di Martino e dall'assessore all'agricoltura e sviluppo economico Salvatore Amato è curato dall'architetto Tonino Collura, responsabile dei progetti del Comune e dall'architetto Pino Cincotta.
L'iniziativa inoltre, sostenuta anche volontariamente dall'ingegnere Alessio Amato e dall'architetto Maria Grazia Spinello, è finanziata dall'assessorato regionale agricoltura e sarà attuata oltre che a Niscemi anche a Caltanissetta e Vallelunga.

I tre Comuni nisseni infatti, con l'allestimento dei mercati contadini, avranno la possibilità di garantire ai propri produttori agricoli e artigianali di vendere direttamente in piazza i propri prodotti.

«Il Mercato contadino - conclude il primo cittadino - è un importante strumento di valorizzazione del nostro territorio poiché tutte le città limitrofe potranno trovare a Niscemi un punto di riferimento per apprezzare i nostri prodotti di qualità ed anche le nostre bellezze artistiche ed enogastronomiche. Un progetto, quello del mercato contadino, che viene realizzato con l'importante contributo dei nostri produttori e che costituisce l'inizio di un percorso più ampio di crescita finalizzato allo sviluppo della nostra economia ed ad una promozione continua della città».

Dal giornale "La Sicilia" di Alberto Drago
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lunedì, 20 ottobre 2008

Quando il pastore non è costretto a traslocare



Stamattina mi chiedevo come fosse andata la prima edizione de “la Notte Bianca”, se fosse stato un successo oppure un flop, quali le cose da migliorare e da salvare. Per evidenti ragioni “chilometriche”, tanti di noi  non hanno potuto prendervi parte. Per quanto mi riguarda ho avuto comunque la fortuna di visitare uno spicchio di Borgogna, nell’Est della Francia.

In questa bellissima regione, esistono immensi vigneti coltivati a Pinot Noir e Chardonnay che si perdono a vista d’occhio. Questa striscia di terra è anche conosciuta come Cote d’Or forse per via del colore giallo oro che assumono queste terre ad inizio autunno a causa delle foglie che cominciano ad ingiallire: un paesaggio che vale la pena di scoprire.

In queste terre, esistono migliaia e migliaia di piccoli viticultori, semplici agricoltori e piccoli imprenditori agricoli, che hanno fatto della vigna e della bevanda che ne deriva una passione ed il senso stesso della loro esistenza. Ad essi si aggiungono altri operatori dediti ad attività agro-pastorali tra le più svariate,  che vanno dalla produzione artigianale della famosa (almeno nel nord Europa) “moutarde  de Dijon” D.O.P., ad allevamenti caprini e ovini che danno eccellenti formaggi D.O.P. (qui la Denominazione di Origine Protetta è arrivata parecchi decenni fa!).

Questa gente, molto semplice in fin dei conti, è riuscita a trasformare il lavoro della terra, le tradizioni artigianali e agro-pastorali in una fonte di sviluppo socio-economico e culturale, mantenendo quasi inalterate il senso di tipicità e autenticità dei secoli passati.

Quando ci si inoltra a piedi tra i vigneti ( qui é possibile nel rispetto della proprietà altrui!) e le masserie, che qui chiamano Châteaux o Domaines, o si attraversano i piccoli villaggi rurali, si respira il profumo di una civiltà contadina che altrove è ormai andata.

La cosa interessante è che è in continuo aumento il numero di persone, (per comodità chiamiamoli turisti) che é alla ricerca di queste atmosfere e queste sensazioni. I Francesi l’hanno capito da molto tempo e si sono spesi e continuano a farlo con l’obiettivo di valorizzare la tipicità e l’autenticità integrandola alla modernità e al progresso che inevitabilmente arriva. E se ne colgono gli effetti: centinaia i turisti (soprattutto inglesi, tedeschi, belgi e olandesi) che in questi fine settimana autunnali visitano questi paesini, ammirano incantati i vigneti, bevono il Bourgogne D.O.C, degustano i loro formaggi e si fanno spedire confezioni regalo presso i loro domicili.
 
Inevitabilmente i miei pensieri andavano a Niscemi e ad un articolo apparso su “La Sicilia” a firma di Giuseppe Vaccaro. 

Secondo il giornalista qualcuno vorrebbe (non sia solo lui questo qualcuno?) che l’ovile che si trova a pochi metri dal viale sottostante il belvedere sia trasferito ad altra sede perché, a suo dire, “sembra un controsenso, non solo da punto di vista igienico - sanitario, ma anche dal punto di vista  panoramico”.

Ecco, seguendo l’esempio dei francesi, non sarebbe forse più utile riflettere su come valorizzare i prodotti dell’agro-pastorizia niscemese quali la ricotta, la tuma e il pecorino (e dei prodotti artigianali niscemesi in senso lato)? non sarebbe lungimirante riflettere su meccanismi che permettano d’"integrare” l’ovile nel paesaggio che è possibile ammirare dal viale, nel rispetto delle condizioni igienico-sanitarie che, ad ogni modo, la legge richiede di rispettare? La logica non suggerirebbe di scrutare altre vie che permettano a Niscemi, ai niscemesi, ai turisti e al pastore, un  mutuo giovamento dall’insistenza dell’ovile nel luogo in cui è stato per decenni invece di decretarne la sua eliminazione?

In parole semplici se gli si spiega (al pastore) che rispettando alcune regole di igiene e di decoro potrebbe magari organizzare regolarmente dei momenti di assaggio e degustazione e vendere i suoi prodotti ai visitatori che potrebbero cosi prolungare la loro passeggiata profittando delle belle giornate di sole....e forse non sarebbe obbligato a traslocare!

Nel frattempo mi rimane il dubbio su come è andata la Notte Bianca a Niscemi….
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