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martedì, 04 marzo 2008

La Sagra del Carciofo “Violetto di Sicilia” IGP* – Città di Niscemi: uno strumento di Marketing territoriale.

la sagra del carciofo "Violetto di Sicilia" IGP - cittĂ  di Niscemi

Lettera Aperta agli organi di governo del Comune di Niscemi


Alla cortese attenzione
del Sindaco del Comune di Niscemi - Avv. G. Di Martino
dei componenti della Giunta
dei consiglieri comunali
agli organi di stampa: sigg. G. Vaccaro - A. Drago - S. Federico
a tutti i lettori dell'Urban Blog "Niscemesi"

Gentilissimi,

È da diverse settimane che sulle pagine dei giornali si parla tanto dell’imminente Sagra del Carciofo che quest’anno si terrà nei giorni 29 e 30 Marzo. In particolare si è tanto parlato delle posizioni contrastanti e contrapposte tra il nostro organo amministrativo e il Consiglio Comunale riguardo all’opportunità di organizzare la Sagra nelle vie del centro cittadino invece che nell’area sita nella zona del mercato ortofrutticolo, cosi come avvenuto negli ultimi anni.
Notizia dell’ultima ora appresa dalla stampa è che il budget per la prossima sagra é stato ridotto, nostro malgrado, rispetto l’anno precedente di 40 mila EUR e portato a soli 100 mila EUR.

Senza voler entrare nel merito delle risorse umane e finanziarie necessarie per la realizzazione di questo evento, vorremmo dare il nostro contributo e fornire alcuni spunti di riflessione per stimolare un sano dibattito in seno agli organi di governo della Città e nella comunità niscemese con obiettivo ultimo la definizione di linee guida e opzioni strategiche come strumenti indispensabili per il raggiungimento di obiettivi di medio/lungo periodo ( entrambi, strategia e obiettivi, comunicati e condivisi con la comunità) che necessariamente, per un evento di questo tipo, l’amministrazione di un ente locale deve prevedere e soddisfare.



La Sagra del Carciofo “Violetto di Sicilia” IGP* – Città di Niscemi: uno strumento di Marketing territoriale.

La Sagra del carciofo “Violetto di Sicilia” IGP* - Città di Niscemi è un evento che per sua natura ha le caratteristiche di manifestazione fieristica di tipo commerciale e gastronomico; adeguatamente promossa e valorizzata potrebbe anche avere delle notevoli ripercussioni dal punto di vista turistico.

L’intento della sagra, rimasto immutato nel corso degli anni, é quello di divulgare e far conoscere nel territorio circostante il carciofo violetto e le sue virtù e allo stesso tempo promuovere Niscemi oltre i suoi confini territoriali, pur non avendo le potenzialità per raggiungere utenti oltre un raggio di qualche centinaio di Km.

Noi siamo comunque convinti che questa manifestazione, che idealmente apre la bella stagione, debba trasformarsi da festa paesana ad appuntamento fisso di grande rilievo del circondario.
 
Perché sosteniamo questa posizione?
 
Perché siamo consapevoli che eventi di questo tipo, adeguatamente utilizzati, possano costituire per la nostra comunità uno strumento fondamentale di marketing territoriale per via della loro capacità di diffondere e migliorare l’immagine e la notorietà della nostra città e del territorio, attrarre e accrescere il numero di turisti e visitatori, ed ultimo ma non meno importante attrarre investimenti e finanziamenti pubblici e privati; in questo modo creando effetti economici moltiplicativi importanti.
Aggiungiamo che, in tal modo, i nostri concittadini, residenti e non, trarranno col tempo vanto e orgoglio per questo evento e per aver saputo valorizzare il prodotto tipico del nostro territorio.

Ricordiamo peraltro che é questa una delle opzioni strategiche a disposizione degli enti locali: rafforzare le località considerate poco attraenti per mezzo di eventi di ogni tipo (manifestazioni, rassegne, feste religiose, mostre, kermesse, festival e fiere).
 
Quali sono, quindi,  gli obiettivi di breve, medio e lungo periodo che un evento come la nostra Sagra dovrebbe raggiungere? Noi abbiamo individuato i seguenti:
 
1) Il miglioramento, la riconversione e il nuovo posizionamento dell’immagine della nostra città tanto all’esterno quanto al suo interno con conseguente crescita di notorietà positiva (non più Niscemi come sinonimo di degrado, mafia, sottosviluppo…);
 
2) La sagra come vetrina atta a presentare i caratteri unici e distintivi della città e del suo vissuto sociale e per valorizzare e conservare il patrimonio architetturale, culturale e artistico oltre che il patrimonio naturalistico e paesaggistico;
 
3) L'attrazione di finanziamenti (pubblici e privati) per il restauro, il mantenimento e l’arricchimento del patrimonio artistico, culturale e urbano; (rifacimento delle facciate dei palazzi storici di Niscemi? Realizzazione delle opere propostevi non molto tempo fa dal centro di promozione culturale Mario Gori?);
 
4) lo stimolo al miglioramento delle infrastrutture esistenti (strade extraurbane di accesso alla città e strade urbane, toponomastica, segnaletica stradale e turistica?), realizzazione di importanti opere pubbliche (riconversione del Cinema Gagliani per accogliere e in tal modo potenziare il Museo della civiltà contadina? Zona artigianale? Parchi pubblici?), miglioramento della capacità ricettiva (Bad&Breakfast e agriturismo in zona Vituso?), abbellimento e decoro in senso lato della città ( un pò più di verde per le vie della città? La comunità niscemese potrebbe trovare finalmente utile investire nel rifacimento delle facciate delle case?) con favorevoli ripercussioni sull’incremento degli arrivi turistici (si pensi al turismo di ritorno dei nostri immigrati e al turismo provinciale e regionale);
 
5) L'aumento del prestigio della Città rispetto alle città limitrofe veicolato attraverso l’interesse dei media, il passaparola positivo e l’interesse di singoli individui e scolaresche provenienti da fuori.
 
E quali dovrebbero/potrebbero essere gli effetti positivi della realizzazione di questo evento sulla nostra comunità? Essi sono strettamente legati alla domanda precedente e  alcuni possano essere i seguenti:
 
1) L'incremento del livello di occupazione e del livello di spesa.
 
2) L'aumento della notorietà della nostra città come destinazione turistica con conseguente ricaduta positiva sulla percezione delle sue potenzialità commerciali, di investimento e residenziali;
 
3) La creazione e valorizzazione di nuove infrastrutture e la possibilità che si creino nuovi servizi;
 
4) il rafforzamento dei nostri valori e delle nostre tradizioni, la crescita dell’orgoglio sociale, dell’identità e dello spirito comunitario;
 
5) Il maggiore riconoscimento a livello provinciale e regionale del nostro territorio e dei valori in esso incorporati.
 
E’ importante che la sagra abbia l’immagine di una manifestazione autentica, che appaia come parte del patrimonio della nostra comunità che é resa accessibile a terzi. Occorre perciò creare, nei 3 giorni della sagra (purtroppo per quest’anno ridotti a 2), novità che contribuiscano alla sua spettacolarizzazione.
 
A nostro avviso, dunque, dal punto di vista organizzativo, la sagra deve svolgersi lungo le principali vie del centro storico coinvolgendo, innanzitutto, i commercianti, gli artigiani, gli agricoltori e gli espositori niscemesi e ricreando in questi 3 giorni un’atmosfera unica tale da porre Niscemi idealmente al centro di un’area più grande che comprenda quanto meno le città limitrofe di Butera, Mazzarino, Caltagirone, Piazza Armerina, Gela, Vittoria.
 
Concludiamo con una carrellata di novità ed iniziative, alcune già previste nelle edizioni precedenti,che opportunamente coordinate tra loro aiuteranno a realizzare gli obiettivi illustrati in questo documento:
 
1) creare percorsi differenziati, decorati e adeguatamente segnalati:
 
- la “Piazza del Violetto”, spazio occupato esclusivamente dai produttori di carciofi e degli altri prodotti della nostra agricoltura, ognuno con il proprio stand decorato in modo unico cui assegnare lo spazio centrale della fiera individuato nel “salotto di Niscemi”; 
la “Via dell'Artigianato” in cui concentrare tutti gli stands dei mestieri artigiani (orafi, restauratori, ceramisti e terrecotte, lavori in ferro battuto, marmi, falegnami e oggettistica in legno, arti grafiche e fotografie, decoratori di interni, ecc.);
la “Via del Commercio” per gli stands commerciali   (esposizione di macchine agricole, attrezzi e prodotti per l’agricoltura, ecc);
la “Via della Cultura” con stand affidati ad associazioni culturali, ai patronati, alle associazioni di categoria, all'assessorato, alle delegazioni ospiti ecc;
la “Via dell’Eno-gastronomia” con esposizione e vendita di aziende vinicole e alimentari niscemesi e siciliane per la degustazione e vendita dei loro prodotti; 
la “Via del Mercato” in cui far confluire le bancarelle dei venditori ambulanti selezionati in funzione di un adeguato mix merceologico (non solo scarpe e abbigliamento ma anche oggettistica, utensili da cucina, ecc ecc; 
 
“un villaggio” nella città dunque, per mettere in “vetrina” Niscemi, il nostro centro storico, i nostri beni culturali.
 
2) allestire in diversi altri punti della città (c.da Piano Mangione, Piazza Martiri della Libertà, Quartiere Sperlinga, ecc ecc) spazi per lo svolgimento di esibizioni di artisti Niscemesi in ambito musicale, sportivo, artistico e culturale, ecc ecc;
 
3) organizzare l’intrattenimento con gruppi folcloristici, con musiche e canti popolari siciliani cantati da gruppi in costume tipico e realizzare spettacoli itineranti con sbandieratori, mangiafuochi, giocolieri, trampolinisti, clown ecc;
 
4) realizzare manifestazioni di carattere gastronomico, degustazioni che pongano al centro il Carciofo “Violetto di Sicilia” IGP* - Città di Niscemi e concorsi a premi cui partecipino ristoratori e pasticceri della città e delle città limitrofe per il miglior piatto culinario a base di carciofo “Violetto di Sicilia” IGP* – Città di Niscemi (arancini al carciofo, dolci e altre pietanze a base di carciofo);
 
5) un concorso per le migliori sculture di carciofi realizzati dai vari produttori partecipanti alla sagra premiati per l’originalità e la bellezza estetica e realizzazione di cartoline commemorative con l’immagine del carciofo “Violetto di Sicilia” IGP* – Città di Niscemi, delle migliori sculture e del nostro patrimonio architetturale;
 
6) organizzare, presso il centro sociale S. Liardo, convegni adeguatamente pubblicizzati che pongano al centro la promozione e la commercializzazione del nostro prodotto tipico in un percorso che racchiuda anche la cultura, il turismo e la gastronomia. Organizzare nello stesso centro mostre di pittura e di fotografia, rappresentazioni teatrali ed altri eventi a cura di scuole e associazioni che siano anche momento di riqualificazione della zona;
 
7) creare percorsi turistici guidati per consentire ai visitatori di beneficiare di una visita guidata per far (ri)scoprire la valenza e l’importanza dei nostri beni architetturali, artistici e culturali (non solo palazzi e chiese ma anche quadri, tele, sculture e altri beni culturali in esse contenute);
 
8) creare un grande punto ristoro, accanto agli stands dei produttori di carciofo, che deve proporre più menù, differenziati per scelta e prezzo, con il carciofo violetto come ingrediente principale;
 
9) realizzare a fine sagra uno spettacolo serale a cura di comici noti e/o personaggi del mondo della musica e dello spettacolo e concludere l’evento con fuochi d’artificio da collocarsi presso il belvedere di Niscemi.
 
10) creare un centro di accoglienza in corrispondenza dei vari ingressi al centro fieristico con hostess e stuarts ( da reclutare tra i volenterosi nelle scuole superiori) che distribuiscano sorrisi e informazioni sugli itinerari e le varie iniziative ecc;
 
11) organizzare il servizio di trasporto pubblico urbano gratuito per tutti i giorni della manifestazione, rendere gratuita la fruizione dei parcheggi blu e organizzare un adeguato sistema di vigilanza e ordine pubblico,
 
13) promuovere l'evento attraverso la pubblicità con manifesti, spot alle radio e dandone visibilità nei siti dei comuni limitrofi.
 
Per finire, noi non dimentichiamo che la manifestazione deve anche avere un’importante funzione economico-commerciale e di promozione del carciofo “Violetto di Sicilia” IGP* – Città di Niscemi oltre i confini Siciliani, per questo riteniamo opportuno iniziare questo percorso invitando, nei 3 giorni della sagra, delegazioni di città italiane e straniere amiche e gemellate con Niscemi, le proloco/delegazioni di città estere e del nord Italia sedi di mercati ortofrutticoli e delegazioni di città italiane ed estere con un’alta percentuale di Niscemesi emigranti.
 
*sappiamo bene che l’“Indicazione Geografica Protetta” per il carciofo “Violetto di Sicilia” non é ancora (ahinoi) stata approvata dal ministero competente, ma noi, da visionari, ci proiettiamo sempre nel futuro con sano ottimismo.
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sabato, 16 febbraio 2008

promozione di un percorso di riflessione per la definizione del Piano strategico del Comune di Niscemi

                        

 Lettera Aperta agli organi di governo del Comune di Niscemi


Alla cortese attenzione
del Sindaco del Comune di Niscemi - Avv. G. Di Martino
dei componenti della Giunta
dei consiglieri comunali
agli organi di stampa: sigg. G. Vaccaro - A. Drago - S. Federico
a tutti i lettori dell'Urban Blog "Niscemesi"

Gentilissimi,

Sottoponiamo alla Vostra attenzione la opportunita di dare inizio nella Nostra Citta ad un percorso di riflessione che conduca alla definizione di un Piano Strategico attraverso cui individuare i driver di sviluppo da seguire negli anni futuri al fine di orientare, in un orizzonte di medio-lungo periodo, le scelte dei policy maker, l'azione e i comportamenti degli attori istituzionali e non, pubblici e privati, in modo tale da instradarne l'impegno verso un comune sentiero di crescita e sviluppo. 

Nell'ottica di stimolare tale iniziativa, il movimento socio-culturale "Niscemesi", anche attraverso un apposito forum tematico fruibile sul sito www.niscemesi.splinder.com, Vi invita a partecipare proattivamente alla riflessione comune sottoponendo alla Vostra cortese attenzione il documento seguente.

                      Qual è il piano strategico di Niscemi? – Parte prima

“Nessun vento è favorevole per chi non conosce il porto”(Seneca)

Con l’auspicio che la nostra comune appartenenza all'Istituzione NISCEMI, possa divenire ed alimentare una costruttiva e positiva identità collettiva condivisa e, quindi, un patrimonio intellettuale e morale in crescita continua, lanciamo questa call generale per riflettere sul nostro futuro in maniera da orientare il nostro presente.

Consapevoli delle enormi difficoltà che ci tengono ostaggi di un presente molte volte non piacevole, riteniamo comunque di non poterci esimere dal rimboccarci le maniche poiché l’abbandono della cultura del fare, dell’agire per migliorarsi e per migliorare le condizioni di contesto, significherebbe NON dare voce all’enorme potenziale che ciascuno di noi porta con sé. Occorre soltanto un salto quantico, uno sforzo coraggioso ed orgoglioso che dobbiamo regalare a chi ci seguirà se vogliamo lasciare loro un paesino un po’ più piacevole.

Per tale motivo vogliamo lanciare una riflessione sulla opportunità che anche Niscemi si doti di un piano strategico al pari di quanto hanno già fatto Gela e Caltagirone !

Iniziamo tale percorso fornendo dei chiarimenti su cosa sia un Piano Strategico, a cosa serva e quali siano i principali passi da compiere per la sua realizzazione.

 

 

CHE COS'E' UN PIANO STRATEGICO

 

La pianificazione strategica rappresenta un processo attraverso il quale una comunità costruisce una visione condivisa sull'evoluzione del proprio territorio e identifica le azioni e gli interventi che ciascuno a seconda del proprio specifico ruolo si impegna a portare avanti ai fini di perseguire lo sviluppo locale. Il piano strategico può essere inteso come il disegno politico dello sviluppo, di medio-lungo periodo, che persegue la competitività eco-sostenibile del territorio coinvolgendo nel processo decisionale gli operatori privati e la società attraverso la promo-valorizzazione e il coordinamento di reti di alleanze, locali nazionali e transazionali, tra città e tra territori.

 

 

IL PIANO STRATEGICO - LE FASI DI LAVORO

 

1° Fase di diagnosi del territorio (Fase preliminare)

La fase preliminare si sostanzia nella ricostruzione di un quadro conoscitivo del territorio, nella individuazione degli stakeholders (soggetti interessati alla vitalità di Niscemi) da coinvolgere nel processo di concertazione del piano, nella predisposizione di un Programma operativo per la redazione del piano e nella individuazione delle procedure di comunicazione e di partecipazione al processo di piano. In questa fase occorre svolgere un'analisi orientata su due fronti: • da un lato un'analisi della documentazione esistente (studi, documenti di pianificazione e programmazione, analisi di settore, ecc.) riguardo alla situazione del territorio (esistente e programmata); • dall'altro l'analisi delle posizioni degli attori ed una ricognizione delle forme di partecipazione e concertazione tra soggetti diversi già attivate nel territorio in esame. L'attività di ricognizione e ricostruzione del quadro conoscitivo, al fine di essere massimamente efficace nei confronti delle fasi successive, deve essere supportata dalle opportune tecniche di analisi e di sintesi interpretativa. In questo contesto, tenendo conto della ricomposizione critica del quadro conoscitivo, al fine di giungere alla definizione della vision , mettere  a fuoco alcuni “ punti di attenzione ” che rappresentano una sintesi dei temi e problemi rilevanti (nel senso di maggiormente critici).

2° Fase di individuazione e concertazione delle linee strategiche  (Documento Intermedio di Piano).

Questa fase ha come obiettivo prioritario la definizione della vision che il territorio intende perseguire; viene delineata inoltre una prima articolazione in assi o linee strategiche ed in linee d'azione da percorrere nell'arco temporale scelto per colmare il gap tra l'assetto futuro desiderato (visione) e lo stato attuale. La vision rappresenta quindi lo STATO FINALE DESIDERATO del territorio, espressione della società locale che si prospetta e si proietta verso un futuro possibile. Dalla vision discendono una serie di macro-obiettivi che devono essere messi in opera per colmare il gap tra stato attuale e prospettiva futura. Ciascun macro obiettivo viene ricondotto ad assi o linee strategiche. Le linee strategiche rappresentano un livello di strutturazione mirato delle finalità che esplicitano la vision da perseguire, esse sono caratterizzate da maggiore operatività, anche se ancora limitate all'individuazione di linee d'azione e focalizzate su tematiche specifiche o settoriali, attorno alle quali è possibile aggregare interessi, attori e risorse utili per la loro attuazione In questa fase sono previsti incontri nella forma di focus group con attori del territorio. Ciò rappresenta una prima forma di coinvolgimento strutturato degli attori alla definizione del piano strategico che intendiamo promuovere attraverso la costituzione di un Forum Piano Strategico di Niscemiche intendiamo lanciare e portare avanti partendo da questo blog.

3) Fase di progettazione del Piano

L'obiettivo di questa fase consiste nel giungere alla redazione finale del PS in coerenza con le analisi svolte, la vision e le relative linee strategiche, nonché le integrazioni emerse dall'attività di coinvolgimento strutturato, approfondendo gli aspetti relativi alla fattibilità delle azioni e progetti prospettati, definendo un ordine di priorità e approntando un adeguato sistema di monitoraggio dell'attuazione del PS. In questa fase di attività viene redatto il Piano Strategico definitivo e il piano di Azione.

4) Fase di pubblicizzazione e promozione dei risultati

La redazione di un PS non può terminare con la consegna del documento definitivo, ma deve essere necessariamente orientata in un arco temporale più prolungato al fine di garantire un adeguato livello di pubblicizzazione e promozione del Piano stesso.

5) Fase di realizzazione e monitoraggio

E' la fase di attuazione del Piano strategico e segnatamente dei progetti da questo promossi. Inoltre in questa fase si avvia il sistema di monitoraggio dell'efficacia del piano attraverso una verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi in esso contemplati. In questa fase, inoltre, si analizzano gli eventuali scostamenti verificatisi rispetto a taluni obiettivi  programmati in maniera tale da orientare eventuali azioni correttive che si dovessero rendere necessarie.

Riflettere assieme per migliorare Niscemi

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martedì, 08 gennaio 2008

Trasparency: e se fosse la volta buona ?

sito web del comune di Niscemi

 

L’avevamo già scritto qualche mese fa, avevamo inviato una lettera (che riportiamo di seguito) al sindaco e ad alcuni assessori e consiglieri per sottolinearne l’obbligo legale e la necessità morale.
Ebbene sull’edizione de "La Sicilia" di Giovedi 3 Gennaio, il presidente del Consiglio Comunale Franco Alesci e il suo vice Gesuè Allia hanno dichiarano che occorre « creare più ponti comunicativi con i nostri concittadini. Per questo sarà istituito un sito internet su cui si potrà interagire in tempi reali con l’amministrazione».
 
Segnatevi la data! speriamo che per passare dalle parole ai fatti non occorra aspettare un lustro ! Noi, nel nostro piccolo, faremo in modo di ricordargli ad intervalli di tempo regolari…che le promesse vanno poi mantenute.



Preg.mo Sig. Sindaco di Niscemi - Avv. G. Di Martino
 
e p.c. Sigg. Assessori - Consiglieri
         Organi di Stampa
         Colleghi ed amici della società civile
 
 
Volevo sottoporre alla vostra attenzione la importanza strategica di un miglioramento del sito web di Niscemi invitandoVi a leggere un contributo che trovate sul sito http://www.niscemesi.splinder.com/ ove oltre a sintetizzarne le motivazioni vengono discussi anche alcuni possibili effetti.
 
A riguardo volevo sottoporre alla Vostra attenzione il fatto che:
 
a seguito delle novità introdotte dal Decreto legislativo 5 marzo 2005, n.82 “Codice dell’Amministrazione digitale” - dopo l'entrata in vigore del  decreto legislativo 4 aprile 2006, n.159,-  nel rapporto di trasparenza con il cittadino, la pubblica amministrazione, e quindi anche il Comune, avrà come obiettivo quello di:
 
1) prevedere l’accesso e lo scambio di informazioni on line dei dati relativi alle pratiche che coinvolgono cittadini e/o imprese;
2) utilizzare la posta elettronica per lo scambio di informazioni sia all’interno che all’esterno dell’Amministrazione comunale;
3) organizzare i siti internet in modo da individuare contenuti minimi e necessari, compresa la disponibilità di moduli e formulari per via telematica, rendendo disponibili in particolare:
  - organigramma con articolazione degli uffici e scadenze e modalità di adempimento dei procedimenti;
   - elenco completo delle caselle di posta elettronica istituzionali;
   - elenco di tutti i bandi di gara;
   - elenco dei servizi forniti in rete;
   - far esercitare il diritto per i cittadini e le imprese a richiedere ed ottenere l’uso delle tecnologie  dell’informazione e della comunicazione nei rapporti con l’Amministrazione; 

in particolare si sofferma l'attenzione sull'art. 15, comma 1 del decreto legislativo citato:

 “La riorganizzazione strutturale e gestionale delle pubbliche amministrazioni (...) avviene anche attraverso il migliore e più esteso utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nell'ambito di una coordinata strategia che garantisca il coerente sviluppo del processo di digitalizzazione”. Analogamente particolare cura dovrà essere prestata all'efficace funzionamento e potenziamento delle strutture di cui all'art. 17 del predetto decreto “Strutture per l'organizzazione, l'innovazione e le tecnologie”
 
Nella speranza di aver fatto cosa gradita, saluto tutti voi cordialmente.
 
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