
Lettera Aperta agli organi di governo del Comune di Niscemi
Alla cortese attenzione
del Sindaco del Comune di Niscemi - Avv. G. Di Martino
dei componenti della Giunta
dei consiglieri comunali
agli organi di stampa: sigg. G. Vaccaro - A. Drago - S. Federico
a tutti i lettori dell'Urban Blog "Niscemesi"
Gentilissimi,
È da diverse settimane che sulle pagine dei giornali si parla tanto dell’imminente Sagra del Carciofo che quest’anno si terrà nei giorni 29 e 30 Marzo. In particolare si è tanto parlato delle posizioni contrastanti e contrapposte tra il nostro organo amministrativo e il Consiglio Comunale riguardo all’opportunità di organizzare la Sagra nelle vie del centro cittadino invece che nell’area sita nella zona del mercato ortofrutticolo, cosi come avvenuto negli ultimi anni.
Notizia dell’ultima ora appresa dalla stampa è che il budget per la prossima sagra é stato ridotto, nostro malgrado, rispetto l’anno precedente di 40 mila EUR e portato a soli 100 mila EUR.
Senza voler entrare nel merito delle risorse umane e finanziarie necessarie per la realizzazione di questo evento, vorremmo dare il nostro contributo e fornire alcuni spunti di riflessione per stimolare un sano dibattito in seno agli organi di governo della Città e nella comunità niscemese con obiettivo ultimo la definizione di linee guida e opzioni strategiche come strumenti indispensabili per il raggiungimento di obiettivi di medio/lungo periodo ( entrambi, strategia e obiettivi, comunicati e condivisi con la comunità) che necessariamente, per un evento di questo tipo, l’amministrazione di un ente locale deve prevedere e soddisfare.
La Sagra del Carciofo “Violetto di Sicilia” IGP* – Città di Niscemi: uno strumento di Marketing territoriale.
La Sagra del carciofo “Violetto di Sicilia” IGP* - Città di Niscemi è un evento che per sua natura ha le caratteristiche di manifestazione fieristica di tipo commerciale e gastronomico; adeguatamente promossa e valorizzata potrebbe anche avere delle notevoli ripercussioni dal punto di vista turistico.
L’intento della sagra, rimasto immutato nel corso degli anni, é quello di divulgare e far conoscere nel territorio circostante il carciofo violetto e le sue virtù e allo stesso tempo promuovere Niscemi oltre i suoi confini territoriali, pur non avendo le potenzialità per raggiungere utenti oltre un raggio di qualche centinaio di Km.
Noi siamo comunque convinti che questa manifestazione, che idealmente apre la bella stagione, debba trasformarsi da festa paesana ad appuntamento fisso di grande rilievo del circondario.
Perché sosteniamo questa posizione?
Perché siamo consapevoli che eventi di questo tipo, adeguatamente utilizzati, possano costituire per la nostra comunità uno strumento fondamentale di marketing territoriale per via della loro capacità di diffondere e migliorare l’immagine e la notorietà della nostra città e del territorio, attrarre e accrescere il numero di turisti e visitatori, ed ultimo ma non meno importante attrarre investimenti e finanziamenti pubblici e privati; in questo modo creando effetti economici moltiplicativi importanti.
Aggiungiamo che, in tal modo, i nostri concittadini, residenti e non, trarranno col tempo vanto e orgoglio per questo evento e per aver saputo valorizzare il prodotto tipico del nostro territorio.
Ricordiamo peraltro che é questa una delle opzioni strategiche a disposizione degli enti locali: rafforzare le località considerate poco attraenti per mezzo di eventi di ogni tipo (manifestazioni, rassegne, feste religiose, mostre, kermesse, festival e fiere).
Quali sono, quindi, gli obiettivi di breve, medio e lungo periodo che un evento come la nostra Sagra dovrebbe raggiungere? Noi abbiamo individuato i seguenti:
1) Il miglioramento, la riconversione e il nuovo posizionamento dell’immagine della nostra città tanto all’esterno quanto al suo interno con conseguente crescita di notorietà positiva (non più Niscemi come sinonimo di degrado, mafia, sottosviluppo…);
2) La sagra come vetrina atta a presentare i caratteri unici e distintivi della città e del suo vissuto sociale e per valorizzare e conservare il patrimonio architetturale, culturale e artistico oltre che il patrimonio naturalistico e paesaggistico;
4) lo stimolo al miglioramento delle infrastrutture esistenti (strade extraurbane di accesso alla città e strade urbane, toponomastica, segnaletica stradale e turistica?), realizzazione di importanti opere pubbliche (riconversione del Cinema Gagliani per accogliere e in tal modo potenziare il Museo della civiltà contadina? Zona artigianale? Parchi pubblici?), miglioramento della capacità ricettiva (Bad&Breakfast e agriturismo in zona Vituso?), abbellimento e decoro in senso lato della città ( un pò più di verde per le vie della città? La comunità niscemese potrebbe trovare finalmente utile investire nel rifacimento delle facciate delle case?) con favorevoli ripercussioni sull’incremento degli arrivi turistici (si pensi al turismo di ritorno dei nostri immigrati e al turismo provinciale e regionale);
5) L'aumento del prestigio della Città rispetto alle città limitrofe veicolato attraverso l’interesse dei media, il passaparola positivo e l’interesse di singoli individui e scolaresche provenienti da fuori.
E quali dovrebbero/potrebbero essere gli effetti positivi della realizzazione di questo evento sulla nostra comunità? Essi sono strettamente legati alla domanda precedente e alcuni possano essere i seguenti:
1) L'incremento del livello di occupazione e del livello di spesa.
2) L'aumento della notorietà della nostra città come destinazione turistica con conseguente ricaduta positiva sulla percezione delle sue potenzialità commerciali, di investimento e residenziali;
3) La creazione e valorizzazione di nuove infrastrutture e la possibilità che si creino nuovi servizi;
4) il rafforzamento dei nostri valori e delle nostre tradizioni, la crescita dell’orgoglio sociale, dell’identità e dello spirito comunitario;
5) Il maggiore riconoscimento a livello provinciale e regionale del nostro territorio e dei valori in esso incorporati.
E’ importante che la sagra abbia l’immagine di una manifestazione autentica, che appaia come parte del patrimonio della nostra comunità che é resa accessibile a terzi. Occorre perciò creare, nei 3 giorni della sagra (purtroppo per quest’anno ridotti a 2), novità che contribuiscano alla sua spettacolarizzazione.
A nostro avviso, dunque, dal punto di vista organizzativo, la sagra deve svolgersi lungo le principali vie del centro storico coinvolgendo, innanzitutto, i commercianti, gli artigiani, gli agricoltori e gli espositori niscemesi e ricreando in questi 3 giorni un’atmosfera unica tale da porre Niscemi idealmente al centro di un’area più grande che comprenda quanto meno le città limitrofe di Butera, Mazzarino, Caltagirone, Piazza Armerina, Gela, Vittoria.
Concludiamo con una carrellata di novità ed iniziative, alcune già previste nelle edizioni precedenti,che opportunamente coordinate tra loro aiuteranno a realizzare gli obiettivi illustrati in questo documento:
1) creare percorsi differenziati, decorati e adeguatamente segnalati:
- la “Piazza del Violetto”, spazio occupato esclusivamente dai produttori di carciofi e degli altri prodotti della nostra agricoltura, ognuno con il proprio stand decorato in modo unico cui assegnare lo spazio centrale della fiera individuato nel “salotto di Niscemi”;
- la “Via dell'Artigianato” in cui concentrare tutti gli stands dei mestieri artigiani (orafi, restauratori, ceramisti e terrecotte, lavori in ferro battuto, marmi, falegnami e oggettistica in legno, arti grafiche e fotografie, decoratori di interni, ecc.);
- la “Via del Commercio” per gli stands commerciali (esposizione di macchine agricole, attrezzi e prodotti per l’agricoltura, ecc);
- la “Via della Cultura” con stand affidati ad associazioni culturali, ai patronati, alle associazioni di categoria, all'assessorato, alle delegazioni ospiti ecc;
- la “Via dell’Eno-gastronomia” con esposizione e vendita di aziende vinicole e alimentari niscemesi e siciliane per la degustazione e vendita dei loro prodotti;
- la “Via del Mercato” in cui far confluire le bancarelle dei venditori ambulanti selezionati in funzione di un adeguato mix merceologico (non solo scarpe e abbigliamento ma anche oggettistica, utensili da cucina, ecc ecc;
“un villaggio” nella città dunque, per mettere in “vetrina” Niscemi, il nostro centro storico, i nostri beni culturali.
2) allestire in diversi altri punti della città (c.da Piano Mangione, Piazza Martiri della Libertà, Quartiere Sperlinga, ecc ecc) spazi per lo svolgimento di esibizioni di artisti Niscemesi in ambito musicale, sportivo, artistico e culturale, ecc ecc;
3) organizzare l’intrattenimento con gruppi folcloristici, con musiche e canti popolari siciliani cantati da gruppi in costume tipico e realizzare spettacoli itineranti con sbandieratori, mangiafuochi, giocolieri, trampolinisti, clown ecc;
4) realizzare manifestazioni di carattere gastronomico, degustazioni che pongano al centro il Carciofo “Violetto di Sicilia” IGP* - Città di Niscemi e concorsi a premi cui partecipino ristoratori e pasticceri della città e delle città limitrofe per il miglior piatto culinario a base di carciofo “Violetto di Sicilia” IGP* – Città di Niscemi (arancini al carciofo, dolci e altre pietanze a base di carciofo);
5) un concorso per le migliori sculture di carciofi realizzati dai vari produttori partecipanti alla sagra premiati per l’originalità e la bellezza estetica e realizzazione di cartoline commemorative con l’immagine del carciofo “Violetto di Sicilia” IGP* – Città di Niscemi, delle migliori sculture e del nostro patrimonio architetturale;
6) organizzare, presso il centro sociale S. Liardo, convegni adeguatamente pubblicizzati che pongano al centro la promozione e la commercializzazione del nostro prodotto tipico in un percorso che racchiuda anche la cultura, il turismo e la gastronomia. Organizzare nello stesso centro mostre di pittura e di fotografia, rappresentazioni teatrali ed altri eventi a cura di scuole e associazioni che siano anche momento di riqualificazione della zona;
7) creare percorsi turistici guidati per consentire ai visitatori di beneficiare di una visita guidata per far (ri)scoprire la valenza e l’importanza dei nostri beni architetturali, artistici e culturali (non solo palazzi e chiese ma anche quadri, tele, sculture e altri beni culturali in esse contenute);
8) creare un grande punto ristoro, accanto agli stands dei produttori di carciofo, che deve proporre più menù, differenziati per scelta e prezzo, con il carciofo violetto come ingrediente principale;
9) realizzare a fine sagra uno spettacolo serale a cura di comici noti e/o personaggi del mondo della musica e dello spettacolo e concludere l’evento con fuochi d’artificio da collocarsi presso il belvedere di Niscemi.
10) creare un centro di accoglienza in corrispondenza dei vari ingressi al centro fieristico con hostess e stuarts ( da reclutare tra i volenterosi nelle scuole superiori) che distribuiscano sorrisi e informazioni sugli itinerari e le varie iniziative ecc;
11) organizzare il servizio di trasporto pubblico urbano gratuito per tutti i giorni della manifestazione, rendere gratuita la fruizione dei parcheggi blu e organizzare un adeguato sistema di vigilanza e ordine pubblico,
13) promuovere l'evento attraverso la pubblicità con manifesti, spot alle radio e dandone visibilità nei siti dei comuni limitrofi.
Per finire, noi non dimentichiamo che la manifestazione deve anche avere un’importante funzione economico-commerciale e di promozione del carciofo “Violetto di Sicilia” IGP* – Città di Niscemi oltre i confini Siciliani, per questo riteniamo opportuno iniziare questo percorso invitando, nei 3 giorni della sagra, delegazioni di città italiane e straniere amiche e gemellate con Niscemi, le proloco/delegazioni di città estere e del nord Italia sedi di mercati ortofrutticoli e delegazioni di città italiane ed estere con un’alta percentuale di Niscemesi emigranti.
*sappiamo bene che l’“Indicazione Geografica Protetta” per il carciofo “Violetto di Sicilia” non é ancora (ahinoi) stata approvata dal ministero competente, ma noi, da visionari, ci proiettiamo sempre nel futuro con sano ottimismo.