Niscemesi - Urban blog di Niscemi

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mercoledì, 04 marzo 2009

MUOS - Lettera aperta del sindaco di Niscemi

di Giovanni Di Martino 
Sindaco di Niscemi

La scelta del Ministero della Difesa di approvare il progetto MUOS e di volerlo realizzare a Niscemi ha preoccupato moltissimo la città che rappresento.
Tale impianto di comunicazione, infatti, sviluppando con forte intensità un campo elettromagnetico, rappresenterà un serio pericolo per la salute della popolazione della città e dei centri vicini.
Il sito prescelto ricade all’interno della Riserva Orientata Sughereta di Niscemi e del SIC, (Sito di Interesse Comunitario) dove si trovano gli alberi di sughero secolari e una macchia mediterranea tra le più antiche al mondo.
Gli effetti nocivi sull’ecosistema sconvolgeranno l’habitat naturale del sito naturalistico, ma soprattutto, metteranno in serio pericolo la salute degli abitanti che si trovano a circa due chilometri dal sito.

Chi ha adottato tale decisione, molto probabilmente, non ha tenuto conto che Niscemi è inserita all’interno dell’area ad alto rischio ambientale per la vicinanza con il petrolchimico di Gela e che quindi ha già pagato un altissimo prezzo con una presenza consistente di patologie malformative e tumorali. E che dal 1991 possiede una base Nato con la presenza di 41 antenne che alimentano già un sistema di onde elettromagnetiche.

E’ arrivato il momento di dire basta a tutto questo. Anzi è arrivato il momento che i siciliani rivendichino il loro diritto di vivere la terra in modo organico e come un’isola di pace. L’ennesima condanna per la città di Niscemi e per tutto il territorio circostante si chiama Muos, ma ieri e ancora oggi si chiama Enichem, domani si chiamerà nucleare. La Sicilia si appresta a diventare la pattumiera del mondo e la vita dei cittadini stessi viene considerata indifferente agli organi nazionali che hanno approvato il progetto del Muos (prima nel 2001 e ratifica del 2006 Ministero della Difesa) e a quelli regionali (Assessorato Territorio e Ambiente) che per due anni ha tenuto nascosto l’ennesimo ecomostro che sarebbe arrivato sulla testa dei cittadini. Il resto sono solo inutili polemiche che sorgono in periodi pre-elettorali e non hanno alcun nesso causale e rispetto per chi amministra questa città e dice in modo forte il proprio no all’installazione del Muos.

Ho chiesto all’Arpa di fare i dovuti controlli per verificare se il livello di onde elettromagnetiche ha già superato i limiti consentiti e che, in maniera non ancora ufficiale, probabilmente è già stato superato. Ho scritto Ministero della Difesa per chiedere chiarimenti su questo progetto americano ed emanato una direttiva sindacale per richiedere un ulteriore parere tecnico e bloccare l’iter. Ho chiesto personalmente che venga sospeso l’iter istruttorio per il rilascio dell’autorizzazione per l’inizio dei lavori, fino a quando non saranno date garanzie certezze sulla innocuità dell’impianto; di verificare personalmente, insieme ai sindaci dei territori limitrofi che i lavori non siano iniziati; l’intervento del governo regionale per bloccare il progetto.

Il nostro ruolo, secondo il DPR n. 357/97 art.5 co.8 è notevolmente ridotto. Dice la Legge che: “Qualora, nonostante le conclusioni negative della valutazione di incidenza sul sito ed in mancanza di soluzioni alternative possibili, il piano o progetto, debba essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale ed economica”.

Con questo si ritiene, indispensabile, fare fronte comune e chiedere l’intervento degli organi regionali e fare valere il regime a Statuto Speciale che contraddistingue la Sicilia.

Ringrazio personalmente tutti i sindaci e la deputazione regionale e nazionale che sono venuti a Niscemi e con i quali stiamo avviando un coordinamento degli amministratori per fare fronte comune contro il Muos. La città di Niscemi, il sindaco e la sua amministrazione, il consiglio comunale non accettano di essere vittime delle onde elettromagnetiche e schiavi di un mondo che trasforma la nostra terra in un mare di guerra.

La manifestazione dello scorso 28 febbraio che ha portato in piazza 15 mila cittadini, tante mamme e giovani, è un esempio di quello che questa città, insieme a tutte le realtà che hanno a cuore la vita dei cittadini e dell’ambiente circostante, possono fare. Unirsi è l’unico mezzo per fare vivere la nostra gente e la nostra terra.

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lunedì, 23 febbraio 2009

MUOS: Ă© ora di passare ai fatti



Pubblichiamo un commento lucido e intelligente, tra i tanti di questi giorni, che ha ad oggetto la problematica relativa al sistema di telecomunicazioni satellitari MUOS che dovrebbe vedere la luce a Niscemi in contrada Ulmo a 3 Km dal centro abitato:

le pagine dei giornali sembrano essere diventate un'arena dove sfogare le proprie ire o arrancare la propria visibilità.
Non credo sia questo il modo per affrontare il problema che da parecchi mesi ha messo in allarme la città di Niscemi e altre località limitrofe.
Non vi è dubbio che l'installazione del MUOS a tre chilometri dalla nostra città avrà conseguenze negative sulla natura del nostro patrimonio ambientale, la R.N.O. “Sughereta di Niscemi” e sulla salute delle popolazioni adiacenti.
Ad oggi non abbiamo assistito ad alcuna iniziativa comune, corteo, manifestazione o tavoli in piazza, ma solo parole di inchiostro sui quotidiani.
Il problema vero, a mio modo di vedere, consiste nella incapacità di intraprendere azioni comuni forti e consapevoli in grado di fronteggiare adeguatamente problematiche di così rilevante portata.
Ne abbiamo breve memoria nella scarsa partecipazione e nell'esiguo interesse dei niscemesi riguardo i fatti dell'Ospedale Civico. La situazione è stata cavalcata dalla tigre trasformando un diritto costituzionale in una struttura da Striscia la notizia.
Oggi, mentre ognuno accusa l'altro sulle responsabilità, le ruspe americane lavorano a ritmo serrato in contrada Ulmo e i mezzi e gli uomini della Marina Militare Americana attraversano la nostra città defilandosi, quasi invisibili come fantasmi, per non destare l'attenzione della quotidianità niscemese.
Forse hanno imparato a conoscerci?
Si, credo che ci conoscano bene già da parecchi anni, quando i niscemesi furono presentati “politicamente”, prima, quali candidati ad ospitare la più importante stazione radio del Mediterraneo, poi quale ripiego al diniego della base militare Sigonella di ospitare la stazione MUOS nelle sue vicinanze.
Noi per pronta risposta, in tutti questi anni, abbiamo agito come fanno le rane: se le immergiamo in una pentola bollente saltano; ma se se riscaldiamo la pentola piano piano, non saltano e cuociono senza accorgersene.
Ma allora, perché paghiamo le tasse? Per quale fine diamo la fiducia ai politici con il nostro voto? Chi deve garantire la salute e il diritto dei cittadini di Niscemi?
Pensandoci bene, abbiamo politici di tutte le arti e mestieri. Quale altra pregiata abilità dobbiamo pretendere da loro?
Io oggi invoco l'UNITA', sgombra da interessi partitici e dall'orgoglio malefico che porta gli uni contro gli altri.
Oggi abbiamo bisogno di riappropriarci dell'orgoglio di essere niscemesi e poter combattere una lotta per il bene comune e, soprattutto, per le generazioni future.
Per far ciò dobbiamo credere nel primo cittadino, ma egli deve schierarsi in prima fila in C/da Ulmo e noi lo seguiremo.

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mercoledì, 17 dicembre 2008

La stazione MUOS di Niscemi

dal giornale "La Sicilia" del 17 Dicembre 2008
di Giuseppe Vaccaro
Niscemi, città ad alto rischio salute e nessuno si muove con forza per renderla vivibile. I circa trentamila niscemesi sono a rischio tumori o malformazioni varie a causa dei fumi (uso Pet- Cok) provenienti dall'Eni di Gela, ma sono a rischio anche "radiazioni elettromagnetiche emesse da installazioni trasmittenti per le telecomunicazioni".
A Niscemi, contrada Ulmo, sta sorgendo il sistema Muos, a solo 2-3 chilometri dal centro abitato, mentre nell'Usa sono ubicate nelle zone deserte. Per questo è nato a Niscemi il "Comitato per la verità e la giustizia sociale- Uniti per Niscemi", di cui uno dei promotori è Giovanni Panebianco, già consigliere comunale. Il comitato, per richiamarle alle loro eventuali responsabilità, vuole "conoscere le autorità competenti che hanno rilasciato l'autorizzazione all'inizio dei lavori del sistema Muos, che avrà antenne paraboliche direzionali di dimensioni imponenti con potenze di milioni di watt, come se non bastassero quelle già installate da anni per il controllo della navigazione nel Mediterraneo".
Questa "condanna a morte", si legge nel comunicato del Comitato, decisa da miopi, disinformati e leggeri amministratori (tanto da mettere a rischio anche le loro famiglie) va rigettata con forza e si richiede formalmente al sindaco, al consiglio comunale e provinciale di volere convocare i consigli comunale e provinciale per fermare i lavori, fare interrogazioni ministeriali. Stanziare, poi, fondi per commissionare ad una società una indagine ambientale parallela a quella dell'Arpa".
Giuseppe Vaccaro
 
 
LETTURA DI APPROFONDIMENTO
Omissioni e segreti della stazione MUOS di Niscemi destinata alle guerre stellari USA
Le istituzioni siciliane di fronte all'allarme ambientale rappresentato dall'installazione a Niscemi della stazione terrestre del sistema di telecomunicazione satellitare MUOS. I lavori per ospitare i nuovi radar sono però iniziati segretamente il 19 febbraio 2008, senza che l'allora governo di centrosinistra rendesse pubblica la concessione dell'isola per le Guerre Stellari delle forze armate degli Stati Uniti d'America. E la stazione MUOS sorgerà all'interno di un'importante riserva naturale…
 
Sembra preoccupare perfino la Regione Siciliana l'installazione a Niscemi della stazione di controllo terrestre del Mobile User Objective System MUOS, il sofisticato sistema di comunicazione satellitare ad altissima frequenza (UHF) delle forze armate USA che integrerà comandi, centri d'intelligence, radar, cacciabombardieri, missili da crociera, velivoli senza pilota, ecc.. L' 8 ottobre, durante la seduta del Consiglio regionale, l'assessore al turismo e ambiente, Giuseppe Sorbello, ha sollecitato il Consiglio siciliano per la protezione del patrimonio naturale (CRPPN) a fornire “chiarimenti e un supplemento di istruttoria in relazione al progetto MUOS, per l'installazione di un sistema di comunicazione per utenti mobili da allocare nella riserva naturale di Niscemi”. “Data la possibilità di problematiche legate all'elettromagnetismo”, l'assessore Sorbello ha invitato il CRPPN ad “approfondire i pareri già rilasciati da altri enti prima del completamento dell'iter approvativi”. In particolare, il CRPPN dovrà richiedere al Comune di Niscemi (che ha già rilasciato il nulla osta alla valutazione di incidenza), di “esplicitare chiaramente se in sede di rilascio del nulla osta abbia tenuto nella dovuta considerazione la problematica riguardante le emissioni elettromagnetiche previste in progetto”. Nella stessa seduta, il Consiglio regionale ha pure inviato all'Arpa Sicilia (l'Agenzia Regionale Protezione Ambiente), gli elaborati e le relazioni di progetto, “per una istruttoria integrativa in particolare sulle emissioni elettromagnetiche previste e sulle eventuali refluenze che queste possono avere in contrasto con la biocenosi presente”.
Se con la richiesta di approfondimento dell'Assessorato all'ambiente, le associazioni che si battono contro i dilaganti processi di militarizzazione della Sicilia segnano un punto a favore, la seduta del Consiglio regionale ha reso pubblici alcuni elementi inquietanti. Il primo riguarda la decisione d'installare la potente stazione UHF all'interno della Riserva Naturale Orientata “Sughereta” di Niscemi. Istituita nel luglio 1997, essa rappresenta assieme al Bosco di Santo Pietro (Caltagirone), il residuo di quella che un tempo era la più grande sughereta della Sicilia centro-meridionale. La riserva si estende per quasi 3.000 ettari ed ospita una fauna diversificata che annovera gatti selvatici, volpi, ghiri, picchi rossi maggiori ed upupe. Non poco in una delle zone della Sicilia dove impera l'abusivismo edilizio e sorgono alcuni tra i più devastanti complessi petroliferi nazionali.
Le carte in possesso dell'assessorato regionale rivelano inoltre che l'amministrazione comunale di Niscemi era da tempo a conoscenza del progetto MUOS, al punto di averne valutato – non si sa come – la compatibilità ambientale. Ciononostante i cittadini di Niscemi e dei vicini comuni di Gela e Caltagirone non sono mai stati informati dell'esistenza del pericolassimo programma militare, un segreto inespugnabile anche per il Parlamento italiano, mai chiamato a valutarne scopi e impatti geostrategici.
Lavori al via ben otto mesi fa
Mentre però la Regione siciliana chiede ulteriori approfondimenti sulla “futura” stazione MUOS, le autorità militari statunitensi hanno iniziato da tempo a Niscemi i lavori per ospitare tre grandi antenne radar circolari con un diametro di 18,4 metri e due torri radio alte 149 metri, e realizzare una centrale di comando, depositi carburanti e strade di collegamento (valore complessivo superiore ai 43 milioni di dollari). Le prime opere di movimentazione terra e di predisposizione delle piattaforme per l'impianto MUOS hanno infatti preso il via lo scorso 19 febbraio, dopo una breve cerimonia a cui partecipò, tra gli altri, il direttore del Mobile User Obiective Program della Us Navy, Wayne Curls. Secondo quanto riportato in una nota “interna” dell'U.S. Naval Computer and Telecommunication Station Sicily” (NavComtelsta – Ncts, il comando che coordina le attività dell'esistente stazione di telecomunicazione navale di Niscemi), nel corso della sua visita, Wayne Curls ha descritto le enormi potenzialità del sistema MUOS. “Quando il sistema sarà pienamente implementato – ha dichiarato – i sistemi di Guerra avranno la completa capacità di comunicazione per rispondere a tutte le richieste di missione in qualsiasi parte del mondo”. Sempre secondo NavComtelsta, “inizialmente i lavori saranno eseguito dai contractors e la nuova infrastruttura comporterà un piccolo aumento nel sito del personale della Marina Usa. La realizzazione della stazione è prevista entro tre anni. I lanci dei satelliti saranno eseguiti entro il 2010, così il sistema sarà MUOS sarà online nel 2011”.
Lavori a pieno regime, dunque, e dal 19 febbraio 2008, data in cui presidente del consiglio era ancora Prodi e ministro della difesa Parisi. Il governo di centrosinistra aveva concluso la sua effimera legislatura senza rispondere alle interrogazioni di alcuni parlamentari di Rifondazione Comunista e Verdi che avevano chiesto conferma delle indiscrezioni stampa sul piano d'installazione in Sicilia del nuovo sistema satellitare. Più grave ancora l'omissione del comandante dei reparti dell'Aeronautica militare italiana di stanza a Sigonella, Antonio Di Fiore, che nel corso di un'ispezione parlamentare a Sigonella del deputato Cannavò (Prc), il 31 marzo 2008, aveva smentito con fermezza la realizzabilità del MUOS. “Anche volendo – aveva dichiarato Di Fiore – la stazione radar non si potrebbe realizzare a Sigonella perché la gestione non è compatibile col volume di traffico civile gestito dal radar militare esistente nel vicino aeroporto di Catania-Fontanarossa”. L'alto ufficiale ovviamente preferì sorvolare sul fatto che da più di un mese erano stati avviati i lavori MUOS nella vicina Niscemi, località prescelta in sostituzione di Sigonella proprio per ridurre l'interferenza delle onde elettromagnetiche sui sistemi di bordo degli aerei, ma soprattutto per “evitare” che le emissioni potessero avviare la detonazione degli ordigni presenti nella grande stazione aeronavale, come accertato nel 2006 da uno studio delle società statunitensi AGI - Analytical Graphics, Inc., e Maxim Systems.
Di contro nessuno se l'è sentita a valutare i possibili effetti delle onde elettromagnetiche sulle popolazioni che vivono nei pressi dell'installazione di Niscemi. Le ricerche in materia non mancano, anche se sono ancora troppo poche quelle relative all'emissione dei sistemi radar e di telecomunicazione militare. Sufficienti però a delineare scenari estremamente preoccupanti.
Fra tutte, spiccano le risultante dell'inchiesta su “Gli effetti associati all'esposizione umana nella Waianae Coast ai campi di radiofrequenza” dell'installazione militare LF (bassa frequenza) di Wahiana, realizzata nel 1999 dagli oncologi statunitensi Maskarinec, Cooper e Swygert per conto del Dipartimento alla Salute dello stato delle Hawaii. La base militare di Wahiana è di proprietà della Marina Usa e può essere considerata come una “sorella” della stazione di Niscemi, anche perché destinata ad ospitare un secondo terminal terrestre del sistema MUOS. Ebbene, lo studio dei ricercatori si è incentrato sulla popolazione infantile della Waianae Coast, evidenziando ben 12 casi di leucemia nel periodo 1979-1990. Sette di questi casi (tutti accaduti negli anni 1982-84), sono stati definiti “inusuali in termini di sesso, età e tipo di leucemia”. I rischi di esposizione sono stati definiti altissimi per i bambini residenti in un raggio di 2,8 miglia intorno ai trasmettitori.
Una selva di antenne ad altissimo costo energetico
Attualmente a Niscemi sono installate una quarantina di antenne di trasmissione HF (alta frequenza) ed una LF. Quest'ultimo impianto trasmette su una frequenza di 39,9-45,5 kHz, contribuendo alle comunicazioni supersegrete delle forze di superficie, sottomarine, aeree e terrestri e dei centri C4I (Command, Control, Computer, Communications and Intelligence) di Stati Uniti ed alleati NATO. A partire dalla fine degli anni '90, le stazione di Niscemi, Aguada (Portorico), Keflavik (Islanda) e Awase (Giappone) sono state dotate del sistema di trasmissione LF “AN/FRT-95”, che ha consentito alle forze armate Usa di accrescere la copertura nelle regioni del Nord Atlantico e del Nord Pacifico. Il trasmettitore AN/FRT-95A opera tra i 24 ed i 160 kHz con una potenza compresa tra i 280 kW e i 500 kW, ma il sistema permette l'estendere in caso di necessità sino ai 2,000 kW.
A seguito della chiusura della stazione di Keflavik, nel dicembre 2006 sono state assegnate a NavComtelsta - Niscemi tutte le funzioni di collegamento in bassa frequenza con i sottomarini strategici operanti nella regione atlantica. L'impianto terrestre MUOS sarà in VHF-UHF (Very High Frequency ed Ultra High Frequency), con frequenze che raggiungeranno valori compresi tra i 244 e i 380 MHz. Le onde radio VHF-UHF attraversano la ionosfera senza venire riflesse e per questo vengono usate per le trasmissioni extraspaziali con i satelliti artificiali. Esse possono anche essere usate per trasmissioni terrestri oltre l'orizzonte utilizzando le irregolarità della troposfera (la parte bassa dell'atmosfera). Queste irregolarità riflettono le onde in tutte le direzioni, consentendo ai segnali UHF di disperdersi su vaste aree geografiche.
Se è ignoto l'impatto su salute dell'uomo e ambiente delle onde elettromagnetiche della stazione di Niscemi, amministratori e cittadini dovrebbero comunque allarmarsi per gli additivi ed altri prodotti nocivi contenuti nelle spropositate quantità di gasolio divorate dagli impianti di telecomunicazione della base. Stando ai dati forniti dal Pentagono, nel solo periodo compreso tra il 2003 e il 2005 il “Sito di Trasmissione” di Niscemi è stato rifornito di 2.100.000 litri di gasolio (tipologia DF2), pari ad un consumo di 700.000 litri l'anno. Di per sé il dato non dice molto se non lo si compara con il consumo di altre infrastrutture militari Usa in Italia, ben differenti per grandezza e funzioni dalla “minuscola” stazione di Niscemi. A Sigonella, ad esempio, nello stesso periodo sono stati consumati 10.400.000 litri di gasolio; 9.100.000 di litri il consumo a Camp Darby (Livorno); 18.000.000 ad Aviano (Pordenone). Che Niscemi sia una stazione del tutto “anomala” dal punto di vista energetico, traspare dalla verifica dei consumi di altre importanti installazioni di telecomunicazione che gli Stati Uniti possiedono in Italia. Il potente impianto di generazione elettrica per i sistemi radar di Napoli-Capodichino, ad esempio, ha richiesto appena 550.000 litri di gasolio DF2. La stazione Usa-Nato dell'isola di Tavolara, in Sardegna, anch'essa utilizzata per le comunicazioni LF con i sottomarini, ha divorato 300.000 litri, quantità sette volte inferiore a quella di Niscemi.
Ma chi controlla la dispersione dei prodotti di combustione nell'atmosfera, nel suolo e nell'acqua dell'onnivoro impianto siciliano?
 
 
Fonte Megachip di Antonio Mazzeo
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mercoledì, 08 ottobre 2008

I produttori agricoli in Germania potranno vendere il carciofo violetto

Dal giornale "La Sicilia"
Un’area di 600 metri quadrati sarà messa a disposizione, a Dortmund, dei produttori di carciofo niscemesi per vendere in Germania il prodotto agroalimentare principe dell’economia locale.
 E’ questo l’esito del recente incontro che si è svolto a Dortmund fra il sindaco Giovanni Di Martino e gli operatori commerciali e turistici tedeschi nel corso del quale con l’allestimento di un tavolo e con una relazione che è stata letta dall’architetto Alberto Liardo, sono stati presentati i prodotti agroalimentari locali.
 
Specialità che gli operatori commerciali e turistici tedeschi hanno anche degustato ed apprezzato molto e con il risultato che sono state poste le basi per avviare fra i produttori locali e gli operatori tedeschi del settore un processo di filiera corta.
 
In particolar modo, nell’incontro di Dortmund è emerso il successo del carciofo violetto tipico del territorio agricolo di Niscemi.
 
L’avviamento del processo di filiera corta nei mercati tedeschi però, volto a superare la fitta rete di commercializzazione nazionale, necessita del riconoscimento del marchio di qualità per il carciofo violetto.
 
Un tema questo di cui si parlerà domani alle ore 17,30 nella sala della Biblioteca comunale di via IV Novembre nel corso di un incontro fra l’Amministrazione comunale ed i produttori di carciofo niscemesi che sono effettivamente interessati ad avviare un percorso di sviluppo e di crescita dell’economia agricola locale.
 
«Domani - ha detto l’assessore all’agricoltura Salvatore Amato riferendosi all’incontro con i produttori niscemesi - presenteremo un report sull’iniziativa e prospetteremo l’opportunità di vendere i nostri prodotti agricoli all’estero col marchio di qualità».
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venerdì, 01 agosto 2008

La rotatoria delle polemiche


dal giornale "La Sicilia":

Prima si imprecava per che il caotico traffico,che nelle ore di punta bloccava la  zona Pizza Mascione e vie adiacenti, ora che l’amministrazione comunale sta realizzando la rotatoria per fare defluire il traffico, si levano cori di protesta e di indignazione da parte di politici e associazioni varie. Ma l’opera, già compresa nel Prg, per altri è molto importante e non “taglia” parcheggi, anzi ne sorgeranno dei nuovi, conferma il capo ripartizione lavori pubblici del Comune, Giacomo Tinnirello. Dopo l’ultimazione dell’opera, I cui lavori sono a buon fine, sorge una domanda. “Si svolgerà ancora nel budello di via Marconi il mercato settimanale del giovedì? Essendo stata sconvolta la Piazza Mascione ingresso del mercato? Intanto il geom Gaetano Amato, responsabile commissione urbanistica del Collegio dei Geometri della Provincia di Caltanissetta condivide la realizzazione dell’opera: «Tante volte – scrive Amato - ci siamo chiesti come mai l’amministrazione comunale non provvedesse a rendere più bello e meno caotico uno dei posti più in vista della città (Piazza Mascione e dintorni). Ora lo sta facendo! Vero è che ci sono nella zona commercianti, artigiani, agenzie e laboratori,questi sicuramente ne avranno un vantaggio. Nessuno – continua Amato - può convincersi che la mancanza o l’abbondanza dei “posti macchina” abbia la supremazia sul decoro della città. A chi scalpita in buona fede, consiglierei di aspettare quello che ne verrà fuori ad opera ultimata». Intanto, l’arch. Giacomo Tinnirello conferma che la statua raffigurante la donna-madre con le braccia monche, simbolo delle vittime di tutte la mafie, opera dello scultore niscemese Totò Sparta sarà solo spostata dal suo sito, mentre al centro della rotatoria sarà collocata, la statua del “Migrante”, opera realizzata dal locale Rotary Club, donata al Comune che ha trovato, finalmente,  un sito, dopo anni di polemiche per il soggetto rappresentato, un uomo in costume adamitico.

 

Con due distinti comunicati il centro destra, Gaetano Minardi, portavoce Pdl e Rosario Meli, capo gruppo consiliare Udc, dicono la loro sulla "questione rotatoria". Rosario Meli afferma «Non vogliamo risposte a mezzo stampa da organi tecnici, arch. Giacomo Tinnirello, sulla rotatoria, invece che dai politici, metodo questo inopportuno e politicamente censurabile, quasi che l’amministrazione volesse sottrarsi alle responsabilità che derivano dallo scegliere alcune soluzioni tecniche. Inoltre, non comprendiamo perché rispondono a tecnici, geom. Amato, che non hanno alcuna partecipazione nella redazione del progetto, né ci risulta avere rappresentanze in giunta o in consiglio comunale. Ci sembra comunque che l’atteggiamento sulla vicenda stia cambiando, se risulta a verità che stanno per fare "la prova" della funzionalità del progetto. Ma che prova vogliono fare? E’ un progetto esecutivo. Si fa la prova quando si vendono le angurie». Gaetano Minardi, nella sua lettera aperta, scrive tra l’altro «Ringraziamo il capo ripartizione lavori pubblici del Comune, Giacomo Tinnirello, per la risposta al nostro intervento che ha evidenziato l’incontestabile danno che la costruenda rotatoria apporta agli operatori economici della zona, privati dei parcheggi necessari per lo stazionamento della clientela. Evidenziamo - aggiunge Minardi - altri due inconvenienti. Il primo il sovradimensionamento della rotatoria della discordia e dello spartitraffico in via Salvatore Noto, perché non è chiaro il modo in cui saranno effettivamente realizzati, tanto che potrebbero essere ostacolo allo svolgimento del mercato e delle processioni religiose. Ricordiamo alla agnostica giunta che il Venerdì Santo si svolge nella zona Mascione la “ Giunta”. Questa opera così concepita potrebbe compromettere lo svolgimento della “funzione” e creare pericolo per l’ordine pubblico. Il secondo problema riguarda la collocazione della statua del “Migrante” al centro della rotatoria. La statua “nuda” non può essere collocate a Mascione, perché lì si svolge la “Giunta”». La statua della donna con le braccia monche, che rappresenta le vittime di tutte le mafie, resterà in Piazza Mascione, sarà spostata, conferma l’arch. Giacomo Tinnirello, di qualche metro dal sito attuale.

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